Economia

Accordo Fincantieri-Leonardo: ecco i retroscena (e le conseguenze) dell’intesa

Il recente accordo tra Fincantieri e Leonardo non rappresenta in alcun modo un ostacolo all’alleanza con i francesi di Naval Group, anzi, la facilita. Questo il messaggio lanciato dall’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, a margine del grande salone Euronaval di Parigi. “Fincantieri ha la responsabilità della nave nei confronti del cliente, la design authority. Noi siamo partner strutturali e facciamo integrazione con missili e sistemi d’arma. Mi pare che sia una win-win situation, cioè tutti e due vinciamo e nessuno perde”.

Sono i giorni dell’annuncio dell’accordo tra Fincantieri e Naval Group per la nascita di un grande gruppo italo-francese nella difesa navale, e Leonardo ha un ruolo importante in quanto partner di Fincantieri nella joint venture, appena rilanciata, Orizzonte Sistemi Navali. Per Profumo l’intesa tra Francia e Italia “è molto positiva perché va nella direzione di un sistema di Difesa europeo”. Una strada però che va percorsa senza correre troppo, come spiega nella sua intervista con L’Economia del Corriere della Sera. Leonardo è tra le prime dieci società al mondo nel settore aerospaziale, della difesa e sicurezza. Costruisce elicotteri, aerei, droni, sistemi d’arma, radar, sistemi elettronici ed è presente in Italia, Regno Unito, Stati Uniti e Polonia, e nel 2017 ha registrato ricavi consolidati pari a 11,5 miliardi di euro.

Profumo sottolinea inoltre che la jv tra le due società italiane non costituisce un ostacolo all’alleanza Fincantieri-Naval Group, ma al contrario “va nella direzione di un dialogo con i francesi”. Il manager spiega che con la jv Orizzonti Sistemi Navali l’alleanza con la Francia nel militare navale diventa più equilibrata, in quanto bilancia il fatto che il concorrente di Leonardo, Thales, sia azionista di Naval group: “Se non ci fosse Leonardo, l’alleanza Fincantieri-Naval Group diventerebbe squilibrata e più difficile anche per Fincantieri. L’accordo tra noi credo sia positivo per l’integrazione con i francesi”.

Il Ceo di Leonardo ha anche parlato del progetto di Airbus dei mari, cioè l’alleanza europea nella difesa navale il cui embrione è l’accordo Fincantieri-Naval Group, dove dichiara di essere totalmente favorevole nella misura in cui questo fa aumentare la capacità di penetrazione a livello internazionale. Una visione pragmatica quella dell’amministratore delegato, anche se nella sua intervista ha dichiarato di sentirsi ancora un idealista ma più consapovole: “Noi italiani ogni tanto siamo un po’ idealisti, che è una bella cosa, ma certe volte chi è stato pragmatico si è dimostrato più efficace di noi – ha detto Profumo al Giornalista del Corriere della Sera – “Continuo ad essere idealista ma l’esperienza conta, si impara nella vita, per esempio penso che nella Difesa si debba andare verso un sistema europeo ma con i passi giusti. Non sarà un percorso breve”. L’ad di Leonardo ha infine spiegato che, nell’ambito della Difesa, “l’integrazione europea è fondamentale anche per spendere meglio i nostri soldi. Ma stiamo attenti, cerchiamo di essere pragmatici. L’industria si deve aggregare, ok, ma certo non vendendo a qualcuno l’industria italiana”.

Ma chi è Alessandro Profumo? Da maggio 2017 è l’amministratore delegato di Leonardo, al posto di Mauro Moretti, ma la sua carriera si è dipanata soprattutto nelle banche. Laureato in Economia aziendale all’università Bocconi, Profumo ha lavorato dal 1977 al 1987 al Banco Lariano. Nel 1994 ha assunto la carica di condirettore centrale del Credito italiano di cui è stato nominato nel 1997 amministratore delegato. Con la nascita (1998) del Gruppo Unicredit, Profumo ne è divenuto amministratore delegato, fino al 2010. Nel marzo del 2012 la Fondazione Monte dei Paschi di Siena lo ha designato alla protezione dell’istituto. Nel 2015 diventa presidente di Equita Sim. Poi l’approdo in Leonardo.

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