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Addio Giampaolo Pansa, giornalista e scrittore che segnò la storia d’Italia

Un volto storico del giornalismo, Giampaolo Pansa, uno dei maggiori cronisti del nostro Paese per oltre mezzo secolo scomparso all’età di 84 anni. Nato nel 1935 a Casale Monferrato, aveva esordito a 26 anni alla Stampa, passando poi di anno in anno in tutte le più autorevoli testate italiane, lasciando sempre una traccia di sé. Una firma, la sua, legata a momenti storici come il disastro del Vajont, raccontata per il quotidiano diretto da Giulio de Benedetti. Sul Giorno di Italo Pietra aveva dedicato i suoi articoli alle trasformazioni dell’Italia negli anni del boom, con le contraddizioni del passaggio da Paese contadino a realtà industriale.

Sempre alla stampa aveva invece avuto il compito di scrivere della strage di piazza Fontana, mentre sul Corriere della Sera aveva firmato l’inchiesta che aveva contribuito a svelare lo scandalo Lockeed. Poi l’approdo a Repubblica, dove aveva legato molto con Eugenio Scalfari e dove sarebbe diventato vicedirettore, prendendo scelte per niente scontate negli anni difficile del terrorismo. Autore di uno stile unico, col suo lessico aveva contribuito a svecchiare la cronaca italiana. 
Pansa ha legato anche il suo nome a tante, fortunate rubriche: per l’Espresso nel 1984 aveva ideato “Chi sale e chi scende”, ancora oggi imitatissima, e nel 1987 aveva esordito su Panorama con il Bestiario, poi trasferito su l’Espresso. E poi tanti saggi, che rendono l’idea della sua verve polemica e mai banale: “Comprati e venduti”. “Carte false”. “Lo sfascio”. “Il malloppo”. “Carta straccia”. Si definiva con orgoglio un “rompiscatole”, soprannome che aveva dato anche il titolo a un suo libro autobiografico.Oltre al giornalismo, Pansa è stato anche grande storico, iniziando un viaggio attraverso le zone oscure del partigianato. Il primo titolo di successo era stato “Il Sangue dei vinti”, accompagnato da notevoli polemiche. Il libro aveva dato il là a un vero e proprio ciclo dedicato alle efferatezze commesse dalla Resistenza e da chi l’aveva incarnata, tutte opere di successo che avevano rapidamente scalato le classifiche di vendite. La vita di Pansa nel recente passato era stata segnata da un gravissimo lutto: la morte del figlio Alessandro, scomparso due anni fa, dalla quale il padre non si era mai ripreso.

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