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“Addio, mito”. Lutto nel cinema, il dolore dei vip

Il cinema internazionale perde uno dei registi che hanno maggiormente caratterizzato la Hollywood degli anni Ottanta e Novanta. Chuck Russell, autore di film diventati veri e propri cult, è morto mercoledì 22 luglio nella sua abitazione nell’area di San Diego, in California. Aveva 74 anni. La scomparsa è stata confermata dal suo legale a Variety e successivamente dalla famiglia. Secondo le prime informazioni, i servizi di emergenza erano intervenuti dopo una segnalazione riguardante un uomo privo di sensi. Nonostante i tentativi dei soccorritori, per il regista non ci sarebbe stato nulla da fare. Al momento non è stata comunicata ufficialmente la causa del decesso. Originario dell’Illinois, Russell aveva iniziato a lavorare nel mondo del cinema ricoprendo diversi ruoli dietro le quinte, prima di imporsi come sceneggiatore e regista. Il debutto dietro la macchina da presa arrivò nel 1987 con “Nightmare 3 – I guerrieri del sogno”, pellicola da lui anche co-sceneggiata. Il film contribuì a rilanciare la saga di Freddy Krueger, introducendo una dimensione più spettacolare e fantastica nel racconto. Ancora oggi è considerato dagli appassionati uno dei capitoli più riusciti dell’intero franchise. L’anno successivo Russell firmò “Blob – Il fluido che uccide”, nuova versione del classico fantascientifico del 1958. Scritto insieme a Frank Darabont, il film non ottenne immediatamente un grande successo commerciale, ma con il passare degli anni diventò un titolo di culto, apprezzato soprattutto per le atmosfere horror e gli effetti speciali.

La svolta decisiva arrivò nel 1994 con “The Mask”, commedia fantastica capace di combinare l’energia di un cartone animato con le possibilità offerte dai nuovi effetti digitali. Il film incassò più di 351 milioni di dollari nel mondo e trasformò definitivamente Jim Carrey in una star internazionale. Russell ebbe inoltre un ruolo decisivo nella scelta di Cameron Diaz, all’epoca giovane modella senza esperienza cinematografica. Il personaggio di Tina Carlyle rappresentò il suo debutto sul grande schermo e aprì la strada a una delle carriere più importanti della Hollywood degli anni Novanta. La pellicola ottenne anche una candidatura all’Oscar per i migliori effetti visivi, grazie a una tecnica innovativa che permetteva di fondere la recitazione fisica e imprevedibile di Carrey con trasformazioni digitali ispirate ai classici dell’animazione. Dopo la notizia della morte, Jim Carrey ha ricordato pubblicamente il regista: “È stato un privilegio lavorare con Chuck Russell”. L’attore ha poi definito “The Mask” uno dei gioielli della propria vita creativa, sottolineando l’atmosfera di entusiasmo, meraviglia e collaborazione che Russell era riuscito a creare sul set.

Il successo di “The Mask” aprì a Russell le porte delle grandi produzioni hollywoodiane. Nel 1996 diresse Arnold Schwarzenegger in “L’eliminatore – Eraser”, un imponente film d’azione nel quale il regista confermò la propria capacità di gestire sequenze spettacolari ed effetti visivi complessi. Nel 2000 arrivò il thriller soprannaturale “La mossa del diavolo”, interpretato da Kim Basinger. Due anni dopo Russell portò sul grande schermo “Il Re Scorpione”, affidando a Dwayne Johnson il suo primo ruolo cinematografico da protagonista assoluto. Anche in quel caso il regista contribuì alla nascita di una nuova star destinata a imporsi nel cinema d’azione internazionale. Dopo una lunga pausa dalla regia cinematografica, Russell tornò nel 2016 con “Io sono vendetta”, interpretato da John Travolta. Successivamente realizzò il film indiano “Junglee” e “Paradise City”, che nel 2022 riunì Travolta e Bruce Willis. Il suo ultimo lavoro completato è stato “Witchboard”, remake dell’horror del 1986, da lui scritto, diretto e prodotto. Russell considerava questo progetto il capitolo conclusivo di una personale trilogia dell’orrore iniziata con “Nightmare 3” e proseguita con “The Blob”.

L’eredità lasciata al cinema

Chuck Russell non ha mai voluto legare la propria carriera a un unico genere. Ha attraversato l’horror, la commedia fantastica, il thriller soprannaturale e il cinema d’azione, mantenendo sempre una particolare attenzione per lo spettacolo e per il rapporto con il pubblico. La sua forza è stata anche quella di riconoscere il talento prima che diventasse evidente a tutti. Ha accompagnato Cameron Diaz verso il debutto, ha contribuito alla consacrazione di Jim Carrey e ha affidato a Dwayne Johnson la sua prima grande prova da protagonista. Russell lascia la moglie Ania Zeyne e tre figli. Con la sua morte Hollywood perde un autore versatile e appassionato, capace di trasformare storie apparentemente lontanissime tra loro in film entrati nell’immaginario collettivo.

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