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Agenti uccisi a Trieste, il Viminale contro i sindacati: “Basta odiose speculazioni”

Non ci sta, il Dipartimento di pubblica sicurezza. Reagisce duramente alla accuse arrivate dal Sup, uno dei sindacati degli agenti di polizia, che dopo la morte degli agenti della questura di Trieste, due drammi che hanno scosso l’Italia in queste ore, aveva avanzato dubbi sull’adeguatezza o meno delle dotazioni del personale, a cominciare dalle fondine delle pistole.

“Allo stato attuale degli accertamenti – hanno spiegato i vertici di polizia – in assenza di testimoni e documenti video, è priva di fondamento ogni arbitraria ricostruzione della dinamica che ha portato alla sottrazione dell’arma del primo collega ucciso. Sconcerta, a poche ore dall’evento, la sicumera con cui si traggono frettolose conclusioni sull’inequivocabile riferibilità dell’accaduto alla presunta inadeguatezza delle fondine”.
Il Dipartimento si è detto stupito per le polemiche, quando si sarebbe invece aspettato “un rispettoso silenzio per le vittime e le famiglie”. Una presa di posizione forte, prima di rivelare che da mesi il ministero dell’Interno sta cercando una soluzione per superare alcune criticità riscontrate, tra le quali le stesse fondine in dotazione agli agenti, e che lo scorso mese proprio in questo senso era stata acquistata una nuova campionatura.Il Viminale ha da par suo promesso che, qualora dovessero emergere delle responsabilità nell’accaduto, si andrà fino in fondo, senza porsi barriere. Ma chiede allo stesso tempo rispetto per i due agenti che hanno perso la vita e dice basta alle “odiose speculazioni sui morti”. Una critica ripresa dal questore di Trieste Giuseppe Petronzi, che ha criticato il Sup per le evitabili polemiche.

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