
Fino a due milioni tra cartelle esattoriali, avvisi di intimazione e solleciti resteranno temporaneamente fermi nel mese di agosto. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha deciso di sospendere, per l’intero periodo estivo e salvo i casi urgenti e indifferibili, la notifica degli atti. La misura, confermata da una nota ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, punta a garantire una gestione più equilibrata delle comunicazioni, evitando concentrazioni nei mesi precedenti o successivi a quello per il quale il legislatore ha previsto lo stop degli invii.
L’operazione richiede tuttavia un’attenta pianificazione. Non tutti gli atti seguono infatti lo stesso canale di recapito. Se per le comunicazioni destinate ai contribuenti dotati di posta elettronica certificata è relativamente semplice rinviare l’invio, lo stesso non vale per gli atti notificati in formato cartaceo. In questo caso è necessario coordinare l’attività dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione con quella del gestore del servizio postale, così da assicurare il corretto riallineamento dei flussi. L’obiettivo è evitare che, terminata la pausa estiva, i contribuenti ricevano un numero eccessivo di notifiche concentrate nello stesso periodo.
C’è poi un secondo aspetto da considerare. Ricevere una cartella esattoriale durante il mese di agosto è spesso fonte di particolare disagio per cittadini e professionisti. Rinviare di alcune settimane le notifiche contribuisce quindi a rendere meno gravoso questo momento, senza però compromettere l’organizzazione dell’attività amministrativa. L’Agenzia ha precisato che non si tratta di una forzatura né di un’anomala concentrazione degli invii in altri periodi dell’anno. La convenzione stipulata con il ministero dell’Economia prevede infatti che nel corso del 2026 vengano notificati complessivamente tra i 24 e i 31 milioni di documenti, comprendendo cartelle di pagamento, avvisi di intimazione e solleciti.
Secondo le stime elaborate sulla base dei volumi mensili, il rinvio interesserà circa due milioni di atti. Una scelta valutata con attenzione dagli uffici delle due Agenzie guidate da Vincenzo Carbone, anche perché sospendere le notifiche ad agosto evita il rischio di sovraccaricare i mesi limitrofi.
Le Entrate hanno inoltre ricordato che le lettere di compliance programmate per luglio rappresentano appena il 9% del totale annuo. Nello stesso mese le comunicazioni di irregolarità risultano diminuite del 40% rispetto al corrispondente periodo del 2025 e costituiscono oggi il 7,6% del volume annuale. Anche le cartelle predisposte nel primo semestre del 2026, sulla base dei carichi trasmessi dagli enti creditori, registrano un calo del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
In questo quadro di collaborazione tra amministrazione finanziaria e contribuenti, resta comunque un dato che non può essere ignorato: il magazzino della riscossione continua a crescere. I crediti affidati dal 2000 in avanti hanno raggiunto, alla fine del 2025, i 1.331 miliardi di euro. Per questo motivo una delle priorità strategiche dell’Agenzia è ridurre i tempi che intercorrono tra l’affidamento dei carichi e la loro notifica.
La convenzione 2026-2028 sottoscritta con il ministero dell’Economia fissa infatti obiettivi precisi. Tra questi figura la notifica, entro la fine del terzo mese successivo alla consegna dei carichi da parte degli enti creditori, di almeno il 53% delle cartelle predisposte. Un traguardo che si accompagna al target di 14,3 miliardi di euro di riscossioni complessive previsto per il 2026. Perché, al di là della pausa estiva, il principio resta invariato: imposte, contributi e sanzioni ormai affidati alla riscossione devono comunque essere pagati.