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Salvini, i segreti della sua comunicazione: svela tutto il responsabile Morelli

Alessandro Morelli è uno dei giovani rampanti che alimentano il flusso comunicativo della Lega di Salvini. Vale a dire la vera fortuna di Salvini, che della comunicazione ha fatto la sua forza, schiacciando all’angolo l’intero Movimento 5 Stelle che pure faceva delle sue abilità comunicative un vanto. Oltre a essere presidente della Commissione trasporti della Camera, Morelli è responsabile della comunicazione del vicepremier, e in quanto tale è chiamato ad annusare costantemente l’aria che tira nella giungla dei social network.

Vagliare ogni post, concepisce gli slogan. Anche lui, come Salvini, da giornalista ha iniziato ai microfoni della vecchia Radio Padania. “Ogni tanto mi descrivono come lo spin doctor di Salvini. Al contrario, Matteo è l’autore di sé stesso, un perfetto animale da comunicazione”, dice. Ma non è che gli si crede del tutto. “Al limite noi dello staff siamo megafoni: impieghiamo la massima cura affinché il suo messaggio arrivi al momento giusto”.

Intorno a questo staff e al suo “guru” Luca Morisi, girano diverse leggende, tipo che utilizzino un algoritmo simpaticamente denominato “la bestia”, per stabilire quali e quanti tweet conviene pubblicare. “Non esiste nessuna bestia. Con Morisi, mago dei social, scegliamo gli strumenti che riteniamo più efficaci per valorizzare le capacità del leader. L’obiettivo è cogliere costantemente le sensibilità, il clima nell’opinione pubblica, di metterci a favore di vento”. La Lega ormai è nazionale, non più territoriale: “Siamo obbligati a calibrare il nostro messaggio perché si rivolga alla totalità dell’elettorato”.

È l’era di Salvini? “In questo momento Matteo può essere davvero il testimonial di un nuovo concetto di politica accreditato anche all’estero. I tempi sono maturi per guardare a Bruxelles. Può davvero diventare il federatore europeo di una nuova visione politica ed economica. Un’area in cui convivano tutti coloro che non si riconoscono in questo modello di Europa”.

Il deficit che passa dal 2,4% al 2,04% è una sconfitta per il presidente Giuseppe Conte? “Direi che l’ importante è portare a casa i risultati promessi agli italiani. Rivisitazioni possono essere fatte, ma quota 100 e reddito di cittadinanza non si possono toccare. Per quanto riguarda i finanziamenti, teniamo conto che la cifra preventivata presupponeva che tutti gli aventi diritto si avvalessero della quota 100, ma molti non lo faranno e andranno comunque in pensione più tardi”.

Salvini ha proposto un referendum sulla Tav ma il presidente della Camera Roberto Fico è contrario. “Lo trovo molto strano. Del resto quello della partecipazione è sempre stato un dogma per i 5 stelle… Comunque la Tav resta un’opera assolutamente necessaria che non può essere bloccata, come tante altre”.

Silvio Berlusconi caldeggia un governo con la Lega e i fuoriusciti M5s. Vede spiragli? “Quella di governare con dei fuoriusciti è un’ ipotesi che non mi affascina. Dobbiamo varare riforme profonde: dunque occorrono maggioranze ampie”. È più facile collaborare con i 5 stelle o con Forza Italia? “Io sono alla prima esperienza in Parlamento. Posso dire che spesso con i 5 stelle si discute, talvolta si litiga con franchezza. Poi però alla fine si imbocca una linea e la si porta avanti fidandosi l’uno dell’altro”.

Come mai voi leghisti adesso vi vestite di blu? “Per l’ esattezza giacca blu e camicia bianca. È il colore di riferimento dei partiti conservatori”. A chi vi siete ispirati? “Non è un mistero che la campagna America first di Trump sia stata per noi motivo di ispirazione”.

 

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