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Non è l’Arena, Orsini: “Governo Draghi vergognoso, Nato e Usa traditori dell’Ucraina”

Alessandro Orsini torna ospite nello studio di Non è l’Arena ed è subito polemica. Rispondendo alle domande del conduttore Massimo Giletti, il professore di sociologia del terrorismo all’Università Luiss di Roma punta nuovamente il dito contro il governo Draghi, protagonista di una “vergognosa operazione di manipolazione dell’opinione pubblica”. E, non contento, attacca pure Nato e Usa, accusati di essere dei “traditori dell’Ucraina”.

Alessandro Orsini a Non è l’Arena

“Il governo Draghi ha messo in atto una vergognosa operazione di manipolazione dell’opinione pubblica. – Orsini accusa senza peli sulla lingua il governo italiano – Prima ha inviato macchine di morte in Ucraina, e poi ha spostato l’attenzione su un piano di pace finto. I russi non ci sono cascati, e ci hanno sbattuto in faccia quel finto piano di pace. Gli italiani non si indignano più e noi continuiamo a mandare armi spaventose all’Ucraina, alzando sempre di più il livello dello scontro ”. Poi, il professore sposta il suo mirino su tutto il mondo occidentale.

“Ho sempre pensato alla vita degli ucraini. – spiega preoccupato – So che la Nato, gli Stati Uniti, l’Occidente è un gruppo di traditori seriali. Quindi ho sempre avuto paura che alla fine noi avremmo abbandonato gli ucraini. In realtà questo è stato già fatto quando si facevano le esercitazioni militari in Ucraina. Erano fatte per indurre Zelensky a credere che in caso di invasione la Nato sarebbe intervenuta in qualche modo, o avremmo inviati dei soldati e chiuso i cieli”.

“Noi siamo già dei traditori dell’Ucraina. – accusa Alessandro Orsini – Abbiamo già accoltellato gli ucraini alle spalle una volta. Quando Vladimir Putin protestava per le esercitazioni in Ucraina ha sempre ricevuto risposte muscolari da Johnson. Ci sono state spacconate che hanno contribuito a portare a questa catastrofe. Le esercitazioni sono andate avanti per mettere pressione alla Russia e farle capire che se avesse invaso l’Ucraina la Nato sarebbe intervenuta. Sono molto preoccupato, mi sta a cuore la vita degli ucraini più di ogni altra cosa e temo che le nostre società e le nostre opinioni pubbliche davanti ad una severa recessione e davanti al fenomeno tragico dell’abitualizzazione dei massacri, sirianizzando la guerra in Ucraina, con l’abitudine a tanti morti, abbandoneranno per la seconda volta l’Ucraina”, conclude.

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