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La casa editrice fascista via dal Salone del libro di Torino. Rescisso il contratto

Alla fine l’antifascismo ha vinto. La casa editrice fascista Altaforte non sarà al Salone del Libro di Torino. Come richiesto dal Comune di Torino e dalla Regione Piemonte, in seguito alle polemiche che andavano avanti da giorni, gli enti e le associazioni che organizzano la manifestazione hanno rescisso il contratto con la casa editrice vicina a CasaPound. Comune e Regione avevano motivato la domanda spiegando che la presenza di Altaforte al Salone stava causando un grave danno di immagine all’evento e alla città.

E aveva anche reso impossibile una lezione agli studenti di Halina Birenbaum, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti, che aveva annullato per protesta la sua presenza. Si è trattata, hanno detto, di una “una scelta politica di cui ci assumiamo tutta la responsabilità”.

Francesco Polacchi, editore di Altaforte ed esponente di Casapound, ha detto che avrebbe fatto ricorso in caso di recessione: “È una richiesta assurda, abbiamo pagato lo stand e siamo giustamente al Salone del Libro. Se dovessero rescindere il contratto, faremo causa”. Il 7 maggio il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e la sindaca di Torino Chiara Appendino avevano anche denunciato Polacchi per apologia del fascismo.

Il Salone ha anche deciso di affidare l’inaugurazione a Birenbaum, che ha risposto con un video di ringraziamento. Il direttore del Salone Nicola Lagioia ha detto di aver chiamato gli autori che avevano annullato la loro partecipazione invitandoli a “preparare le valigie e venire a Torino”; uno di loro, il fumettista Zerocalcare, ha confermato la sua presenza su Twitter.

“È necessario tutelare il Salone del Libro, la sua immagine, la sua impronta democratica e il sereno svolgimento di una manifestazione seguita da molte decine di migliaia di persone”, fanno sapere i soci fondatori di Librolandia.

Nicola Lagioia, direttore del Salone, ha confermato: “Halina Birenbaum farà una lectio inaugurale domani proprio per segnare da che parte stiamo. La sua assenza sarebbe stata uno sfregio per l’evento e per Torino”.

 

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