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Anche gli scacchi nella bufera: “Razzisti, il bianco muove prima”

Anche gli scacchi finiscono nel mirino, sull’onda della lotta alle discriminazioni razziali che in queste settimane sta travolgendo più o meno ogni settore. Il motivo della polemica? Semplice quanto evidente: tra le regole del gioco, infatti, una delle più celebri è che a muovere per primo sia chi è in possesso delle pedine bianche e non nere. Una provocazione? Macché. La querelle rischia piuttosto di farsi più pesante di ora in ora e ha chiamato già in causa illustri esperti.

Un caso che era nato originariamente ai microfoni di Radio Abc di Sydney, che ha chiamato in causa sulla questione l’economista John Adams, a capo nel 2015 della rappresentativa di scacchisti della nazionale australiana. Il diretto interessato a sua volta ha subito twittato quanto accaduto, spiegando di aver ricevuto domande sulla questione. E così la vicenda si è fatta virale, coinvolgendo utenti da ogni parte del mondo e scatenando reazioni di ogni tipo.
Tra gli esperti e gli appassionati che hanno deciso di far sentire la propria voce c’è stato anche il leggendario Kasparov, ex campione del mondo e oggi avversario politico di Putin, che ha definito ridicole la polemica e ha chiesto di puntare il dito contro un altro gioco.Non è la prima volta che monta questa polemica negli scacchi. L’anno scorso due gran maestri, Magnus Carlsen e Anish Giri, nella giornata internazionale delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale hanno organizzato una partita in cui la prima mossa è stata del nero.

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Napolista