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Sardegna, ancora un assalto armato a un’autocisterna di latte

Resta alta la tensione in Sardegna, dove da diverse settimane si parla ormai di una vera e propria “guerra del latte” con i produttori in strada a protestare e una mediazione sempre più complicata. Nel frattempo, continuano gli episodi di violenza da parte della frangia più estrema dei manifestanti: una delle cisterne che raccolgono la materia prima per i caseifici in giro per le campagne è finta nel mirino di un commando di incappucciati, un episodio già visto più volte negli scorsi giorni.I pastori, quelli che si presentano al tavolo della trattativa, hanno concesso ancora qualche giorno al prefetto di Sassari (nominato commissario dal ministro dell’Interno) e agli industriali del pecorino, ma i commandi armati continuano a seminare il panico sulle strade. L’ultimo blitz è avvenuto in una strada periferica vicino a Irgoli, nel Nuorese, è nelle dinamiche è simile ad altri già registrati: il conducente del camioncino è stato bloccato all’improvviso, poi costretto a scendere e a svuotare tutto il latte appena raccolto.La cisterna è stata poi data alle fiamme e completamente distrutta. Nel frattempo gli incappucciati si sono dileguati e il proprietario del mezzo ha potuto lanciare l’allarme alle forze dell’ordine. La raccolta del latte tra gli ovili della Sardegna è diventata un’operazione pericolosissima. E non è un caso che molte aziende abbiano deciso di scortare le autocisterne con alcune guardie armate.Alla base delle proteste c’è la rabbia per un prezzo considerato troppo basso: un litro di latte viene pagato agli allevatori anche meno di 60 centesimi al litro. E così nel corso delle settimane si è assistito a scene in cui litri e litri della materia prima venivano gettati in strada, regalati o abbandonati.

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