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La storia di Andrea diventato papà dopo il parto: “Per mio figlio in casa sono ancora mamma”

Andrea Giovanni A. è un papà speciale, perché di quel figlio è anche la madre nel senso biologico del termine. Si perché il ragazzo oggi 32enne, è un uomo a tutti gli effetti solo da 5 anni. Il suo percorso di transizione è cominciato a 25 anni, coinvolgendo anche suo figlio, che ha visto svanire una mamma e nascere un nuovo papà. Un matrimonio, con alle spalle 7 anni di fidanzamento, che ha raggiunto il capolinea solo 6 mesi dopo il fatidico sì e la gravidanza, affrontata con una determinata consapevolezza, la stessa che ha condotto alla decisione drastica di cambiare sesso. “Partorire mio figlio è stata una rinascita sono stato una donna al 100%, ho anche perso un figlio, ma mi sono sentito Andrea fin da quando avevo 3 anni”, ha detto il papà a Fanpage. Il compagno dell’epoca, il papà di Brian, ha però deciso di rompere i rapporti non solo con Andrea ma anche con suo figlio: “Purtroppo non so se per il rancore che ha provato nei miei confronti. Non deve essere facile accettare il fatto che la madre di tuo figlio sia diventata un uomo però la situazione è questa”.

Il figlio oggi 11enne si chiama Brian, e insieme al suo papà hanno cercato di superare insieme le difficoltà di questo cambiamento, soprattutto nei confronti degli altri: “Non è stato tanto un discorso che ha riguardato gli adulti, piuttosto i bambini, che magari gli chiedevano ‘Come mai tua mamma ha la barba?’, in fondo quando è cominciato tutto mio figlio faceva la prima elementare. Adesso invece – ha detto ancora Andrea – è un pitbull, mi difende e mi protegge. Mi chiama al maschile quando siamo fuori, ma in casa mi chiama ancora Mamma, non me la sono sentita di togliergli anche questo”.

“I genitori purtroppo possono influenzare negativamente la vita di un figlio – ha speigato Andrea – spingendolo verso un percorso anziché un altro. Mi cercano tantissime ragazze per dei consigli, per raccontarmi le loro esperienze, e non posso fare altro che dire che se avessi ascoltato le parole di chi mi era intorno non avrei fatto nulla e probabilmente mi sarei suicidato. La disforia di genere ti porta a depressioni molto difficili, a odiare tutto, a non riconoscerti allo specchio”.

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