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La denuncia di Antonella: “Vivo in un container da 7 anni in attesa di una casa”

Sono 7 anni che Antonella vive in un container con condizioni igieniche estremante precarie. Residente a Foggia, la ragazza ha raccontato la sua drammatica vicenda a Fanpage.it, e il suo lungo calvario, non ancora concluso, nell’attesa dell’assegnazione di una casa popolare che non arriva mai. Negli anni Antonella è stata costretta a cambiare casa diverse volte. “Da ragazzina vivevo in un container con mia madre e mio fratello – ha spiegato al quotidiano online -. Molte volte non andavo a scuola perché mi sentivo a disagio. Una volta siamo stati trasferiti in albergo a causa di un’invasione di scarafaggi. A quel punto il Comune ci ha dato la speranza di avere finalmente una casa, ma così non è stato”. I container destinati a coloro che sono in attesa di una casa sono letteralmente fatti di lamiera. Al loro interno, muffa e umidità che li rendono invivibili.

“Dobbiamo disinfettarli ogni settimana, togliere la muffa periodicamente – ha raccontato Antonella -. In estate l’ambiente diventa incredibilmente caldo mentre d’inverno la casa è gelida. L’abitazione è fatiscente e questo mi ha causato diversi disagi. Da ragazzina saltavo la scuola perché spesso stavo male. Mi sentivo a disagio oppure mi ammalavo perché la casa era troppo fredda”. Con l’aggravarsi delle condizioni di salute della nonna, la madre di Antonella si è dovuta trasferire a casa sua per assisterla, lasciando così i figli in attesa dell’assegnazione di una casa popolare. “Non possiamo trasferirci dalla nonna – ha spiegato ancora la ragazza -. Le sue condizioni di salute sono estremamente precarie. Se ci ammalassimo di Covid, un contagio sarebbe fatale per lei. Siamo rimasti qui, in attesa che la situazione si sbloccasse. Purtroppo nulla di tutto ciò è accaduto”.

Da quanto si apprende da Fanpage.it però i due ragazzi non risulterebbero attualmente destinatari di una casa popolare. “Il nostro nome è sempre stato fra quelli degli aventi diritto a un’abitazione – ha spiegato la giovane -. Con il cambio di residenza di mia madre, però, sembra che i nostri nomi siano scomparsi. Non sono riuscita a trovare le graduatorie che riportano i nomi degli aventi diritto, ma a me è stato detto che io e la mia famiglia non figuriamo tra le persone che vivono l’emergenza abitativa”.

Così Antonella e suo fratello vivono ancora in quel container, almeno fino a quando non verranno sfrattati anche da lì. “Un anno fa ci hanno detto che dobbiamo andare via – ha detto ancora la ragazza -. Il Covid ha dilatato i tempi dello sfratto, ma se dovesse succedere non avremmo un posto dove andare. Questo container risulta disabitato e noi non siamo nessuno. Non abbiamo diritto alla casa popolare e neppure a questa sistemazione che doveva essere provvisoria e nella quale abbiamo vissuto per quasi dieci anni. Siamo invisibili”.

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