
Il cielo, che fino a poche ore prima aveva scaricato un caldo soffocante sulle città del Nord Italia, è cambiato all’improvviso. Le nuvole hanno iniziato a chiudersi rapidamente sopra il Veronese, trasformando il pomeriggio in uno scenario quasi irreale: luce sparita nel giro di minuti, vento improvviso e i primi boati in lontananza a rompere il silenzio. Poi è arrivata la grandine, violentissima. Chicchi enormi hanno iniziato a colpire auto, tetti e strade con una forza impressionante, costringendo decine di persone a fermarsi e cercare riparo mentre la visibilità crollava sotto il muro d’acqua e ghiaccio.
La violenta ondata di maltempo ha colpito soprattutto il Veneto e in particolare la zona della Valpolicella, nel Veronese, dove la grandine ha raggiunto dimensioni eccezionali, con chicchi stimati tra i 4 e i 5 centimetri di diametro. Le aree tra Verona e Negrar sono state investite in pieno dalla perturbazione, con segnalazioni di parabrezza distrutti, carrozzerie devastate e vigneti pesantemente danneggiati. Le coltivazioni della zona, tra le più importanti per l’economia locale, rischiano ora conseguenze molto pesanti.
I problemi maggiori si sono registrati anche lungo l’autostrada A4, dove molti automobilisti sono stati costretti a fermarsi sotto i cavalcavia o lungo le corsie di emergenza per evitare danni peggiori ai veicoli. In pochi minuti la circolazione è andata in tilt a causa della grandinata e della pioggia torrenziale. Anche il centro di Verona è stato colpito duramente: in città sono caduti oltre 11 millimetri di pioggia in pochissimo tempo, mentre a Santa Maria di Negrar si sono registrati accumuli ancora più elevati.
Lo scontro tra caldo estremo e aria fredda
Secondo gli esperti, all’origine del fenomeno c’è il fortissimo contrasto tra le masse d’aria roventi che da giorni stazionavano sull’Italia e l’arrivo improvviso di correnti più fresche e instabili dal Nord Europa. Uno scontro che ha generato temporali violentissimi, con nubi a grande sviluppo verticale capaci di produrre grandine gigantesca, raffiche intense e nubifragi localizzati.
La situazione resta sotto stretta osservazione. I radar meteo mostrano infatti nuove celle temporalesche in sviluppo verso altre zone del Veneto, comprese le province di Padova e l’area dei Colli Euganei. Le autorità invitano alla massima prudenza negli spostamenti, mentre il rischio di altri fenomeni estremi resta molto elevato anche nelle prossime ore.