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Fiducia al Milleproroghe tra le proteste: la decisione del governo su vaccini e periferie

Con 329 voti favorevoli, 220 contrari e 4 astenuti la Camera ha approvato la questione di fiducia posta dal governo sul decreto Milleproroghe. Una decisione che si era resa necessaria per evitare che l’ostruzionismo delle opposizioni alla Camera facesse slittare i tempi di approvazione del decreto. Una scelta che aveva scatenato le ire della minoranza, come era facile prevedere dopo che i toni dello scontro con la maggioranza avevano già ampiamente superato i livelli di guardia sui temi principali. Per Pd, Forza Italia è Fratelli d’Italia la fiducia sul Milleproroghe è illegittima, perché autorizzata dal Cdm dello scorso 24 luglio, cioè un giorno prima che il decreto fosse pubblicato in Gazzetta ufficiale. 

 Si tratta della prima fiducia ottenuta dal governo Conte, che registra 21 voti in meno rispetto allo scorso 6 giugno, quando il premier si presentò in aula a Montecitorio per la prima volta, in occasione del varo del suo esecutivo. Due i temi che più avevano acceso la discussione nel corso degli ultimi mesi, tra i tanti provvedimenti contenuti all’interno del Milleproroghe. Innanzitutto i vaccini: nel testo, dopo una serie di incertezze, è rispuntata l’autocertificazione per l’ammissione a scuola dei bambini. Resta quindi l’obbligo vaccinale in linea di principio, ma è ovvio che con la possibilità di autocertificarsi sarà più facile evitare questa incombenza.
L’altro fronte sul quale i rapporti tra maggioranza e opposizione si erano fortemente riscaldati è invece quello delle periferie. Un argomento che aveva scatenato nelle scorse settimane delle forti proteste, perché la norma prevede il taglio di oltre un milione di euro di finanziamenti, una decisione drastica che non di rado va a colpire progetti di risanamento già avviati. Il premier Conte ha promesso un intervento correttivo a breve, ma i Comuni restano sul piede di guerra in attesa di conoscere cosa succederà nei prossimi mesi.

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