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Arabia Saudita, cinema riaperti dopo 35 anni di divieto islamico

Sembra impossibile, eppure in Arabia Saudita non esistevano cinema aperti al pubblico. Tutte le sale sono rimaste chiuse per ben 35 anni a causa di un divieto del conservatorismo islamico che, visto il notevole successo, aveva etichettato la pratica di guardare film come un’usanza “peccaminosa”.

L’intero paese è stato avvolto da una annebbiamento culturale, causandone l’arretramento fino a farlo sembrare uno Stato in pieno Medioevo.

La primavera araba di cui tanto si è parlato sui media del globo, che interessava i paesi del Golfo incoraggiando quella rivoluzione sociale da tempo auspicata nei paesi arabi era poi sembrata un’utopia, conclusasi senza reali cambiamenti.

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Le riforme del principe Salman

Forse la Storia sta per cambiare, stavolta in maniera positiva. ll principe ereditario saudita Mohammad bin Salman sta attuando riforme innovative con lo scopo di emancipare il paese, colmando quel divario sociale e culturale che lo separa dal mondo occidentale.

Tra questa, una notizia dell’ultima ora: ben quaranta sale cinematografiche riapriranno le porte al pubblico grazie all’accordo con AMC Entertainment Holdings.

Finalmente l’Arabia Saudita potrà riscoprire il piacere di guardare, in modo del tutto legale, film e lungometraggi d’animazione provenienti da tutto il mondo.

Il progetto

Il progetto iniziale ha una copertura di 5 anni, ma l’accordo tra la Holding AMC e la Development and Investment Entertainment Company del governo (una controllata del fondo sovvenzionale di investimento pubblico (PIF) dell’Arabia Saudita) mira ad arrivare fino al 2030, con l’apertura di 350 sale e ben 2500 schermi.

Il prossimo 18 aprile ci sarà l’inaugurazione ufficiale con il primo cinema di Riyadh.

La popolazione dell’Arabia Saudita conta oltre 32 milioni di abitanti: si tratta della più grande nella regione del Golfo Persico, con la maggioranza di persone che si colloca sotto i 30 anni. Per questo la mossa di riaprire le sale non ha solo a che fare con l’evoluzione culturale del paese, ciò sono infatti interessi economici in gioco in quanto è prevista una concreta prosperità  del mercato cinematografico del paese, con la cifra stimata di 1 miliardo di dollari in vendite annuali al botteghino.

La concessione della prima licenza segna l’apertura di un’opportunità molto significativa per gli espositori. Il mercato saudita è molto ampio, con la maggioranza della popolazione al di sotto dei 30 anni e desideroso di vedere i loro film preferiti qui a casa. L’obiettivo di Saudi Vision 2030 è quello di migliorare la qualità della vita delle famiglie saudite offrendo una serie di opportunità di intrattenimento. Il ripristino dei cinema contribuirà anche a stimolare l’economia locale aumentando la spesa delle famiglie per l’intrattenimento e sostenendo la creazione di posti di lavoro nel regno”, ha dichiarato entusiasta il Dr. Awwad Alawwad, Ministro della Cultura e dell’Informazione del paese.

Dunque più stimoli, intrattenimento, cultura e… business! L’occupazione del paese vedrà nuove opportunità di crescita, insieme a nuovi introiti da reinvestire nel settore.

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arabia_saudita_cinema-donneDal Medioevo all’era moderna

Dopo la chiusura delle sale dalla metà degli anni ’80, l’Arabia Saudita ha governato sotto la guida degli islamisti conservatori, che hanno sistematicamente scoraggiato qualsiasi forma di di intrattenimento o attività di svago che consentisse la socializzazione pubblica tra uomini e donne, definendola come un’influenza negativa e corruttrice.

Con il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman si apre una nuova era per il Medio Oriente. Salman ha un approccio occidentale, a caccia di nuovi investimenti più efficienti e moderni, al fine di offrire un’alternativa all’economia dell’Arabia Saudita per renderla indipendente dal business del petrolio.

Il primo cinema sarà inaugurato nel nuovissimo distretto finanziario del re Abdullah, in un palazzo adibito finora per concerti di musica. 500 posti a sedere, balconate per il pubblico più abbiente. La novità è quella per cui non verrano fatte discriminazioni di genere, come succedeva nei primi anno ’80 e come tutt’oggi accade nei luoghi pubblici. Il primo film in programma? Hollywoodiano, ca va sans dire: Black Panther, l’ultimo blockbuster targato Marvel.