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Il reddito c’è, le norme “anti-furbetti” no: i rischi del governo gialloverde

Una sorta di breve “interregno”, durante il quale potrebbe aprirsi uno spiraglio per chi vuole ottenere il reddito di cittadinanza senza passare per la mannaia dei requisiti più stringenti previsti dalle ultime modifiche votate nelle ultime settimane in Parlamento al decretone. Paletti più soft, scrive il Sole 24 Ore, da far valere in particolare per gli stranieri (le ultime modifiche chiedono un complesso supplemento di documenti) ma anche per chi punta su divorzi e cambi di residenza last minute per avere un Isee più basso e dunque provare a conquistare il reddito.

Fino alla conversione (con modifiche) del decreto previsto a fine marzo valgono infatti ancora, scrive la testata, le “vecchie” regole previste dal testo originale del decreto. La prova che per ora valgono le norme più soft arriva dalla domanda per il reddito di cittadinanza di cinque pagine pubblicata sul sito dell’Inps, precedute da quattro pagine di spiegazioni. Modello, questo, che fa riferimento ai criteri stabiliti dal Dl 4 del 2019, in vigore dal 29 gennaio.
Criteri che innanzitutto non prevedono l’ultima modifica approvata che stabilisce per gli extracomunitari (oltre al requisito base dei 10 anni di residenza di cui gli ultimi due continuativi confermato anche in Parlamento) che ogni richiedente si faccia certificare dal proprio Paese d’origine la situazione patrimoniale, reddituale e la composizione del nucleo familiare. Un documento, questo, che poi ogni straniero dovrebbe anche farsi convalidare dal consolato italiano.Una procedura complessa che potrebbe richiedere tempi lunghi e scoraggiare più di un potenziale richiedente. Da qui la possibilità di sfruttare questa “finestra” di un mese nella quale non ci sarà bisogno di queste carte supplementari. Le modifiche approvate o in arrivo in Parlamento scatteranno infatti solo al momento dell’entrata in vigore del nuovo testo. E quindi per il prossimo slot di domande del reddito di cittadinanza previsto dal prossimo 6 aprile.

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