Social

“Qual è l’animale grasso che vive in acqua?”. Assessore leghista risponde: “Un ne**o”

Essere assessori della Lega nel 2019 richiede tante competenze e alcune caratteristiche particolari, come quelle dimostrate da Leonardo Binda, finito nella bufera perché accusato di razzismo dopo aver definito, in un video che poi è circolato in rete, “negro” un animale durante un gioco con alcuni amici. Binda si è poi dimesso dalla carica di assessore alla cultura del Comune bresciano di Orzinuovi. “La giovane età dell’assessore Binda o il contesto giocoso in cui la frase incriminata è stata pronunciata non possono in alcun modo giustificare il contenuto grave e inaccettabile”, ha dichiarato Gianpietro Maffoni, sindaco di Orzinuovi e senatore di Fratelli d’Italia.

Sempre il sindaco ha poi aggiunto: “Apprezzo quindi il gesto di Leonardo Binda che ha deciso di rassegnare le dimissioni da assessore dimostrando di aver compreso il suo errore”.

Il gioco che è costato a Binda il posto giunta consisteva nel riconoscere una figura che gli era stata attaccata in fronte. L’immagine era quella di una foca, ma al suggerimento “è quell’animale… grasso che vive in acqua”, l’assessore risponde “è un negro”. E giù risate sguaiate e senza senso. Ai ragazzi della Lega piace ancora giocare così. Non si sa sia più grave quando prendono il razzismo sul serio o quando il razzismo lo usano come gioco.

Prima di decidere di dare le dimissioni, Binda aveva cercato di difendersi. “Questo video, che appunto era fatto soltanto per partecipare a un gioco (per capirci, una specie di ‘indovina la cosa’ su Instagram), è stato inavvertitamente reso pubblico per poche ore, scatenando una reazione pretestuosa e assolutamente insensata”, aveva replicato.

“Ben s’intenda: sono conscio che l’espressione da me usata, seppur comune in un contesto privato, abbia potuto svegliare una polemica, ma tengo a ribadire che riconosco l’inopportunità di tale termine e mi scuso con quanti la possano ritenere, seppur erroneamente, offensiva. Non volevo offendere nessuno, avendo io stesso stima e amicizia con persone di colore”, aveva aggiunto.

Poi passa all’attacco sui giornali locali: “Visto questo accanimento nei miei confronti, peraltro da persone che si sono sottratte ad ogni mio tentativo di spiegazione e dialogo, ho già preso provvedimenti nelle opportune sedi, chiedendo l’intervento dei carabinieri e della polizia postale”. Fatto sta che il danno resta.

 

Ti potrebbe interessare anche: Liliana Segre incontrerà Salvini: “Perché chiudere la porta? Io non odio”