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Attacco all’aeroporto! Morti e feriti: situazione tragica

Dodici persone sono morte e 309 sono rimaste ferite nell’attacco che ha colpito l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad, in Arabia Saudita. Il raid, attribuito ai combattenti Houthi sostenuti dall’Iran, ha investito il terminal passeggeri sabato 10 ottobre, facendo precipitare nel panico uno degli snodi aerei più importanti del regno e riaccendendo l’allarme internazionale sulla crisi regionale.

Fra le vittime risultano quattro cittadini sauditi e otto stranieri, incluso un cittadino degli Stati Uniti. Alcuni feriti sarebbero in condizioni gravi, mentre le autorità saudite hanno avviato gli accertamenti sui danni causati dall’esplosione e sulla sicurezza dell’infrastruttura.

Secondo funzionari locali citati dal Wall Street Journal, l’attacco ha interessato il Terminal 3 dell’aeroporto di Riad. La zona è stata evacuata e le attività dello scalo sono state sospese temporaneamente per permettere le verifiche tecniche, con voli cancellati o ritardati e forti disagi per i passeggeri.

Le testimonianze raccolte sul posto descrivono momenti di grande concitazione, tra persone in fuga e ambulanze impegnate a soccorrere i feriti. Un testimone, interpellato dall’Agence France-Presse, ha riferito di trovarsi al gate 403 dei voli interni quando il vicino gate 401 è stato colpito.

«Tutti correvano», ha raccontato. L’episodio ha colpito un’infrastruttura civile e ha contribuito ad aumentare la preoccupazione per la protezione dei collegamenti aerei in un Paese centrale per gli equilibri politici ed economici del Golfo.

La tensione è proseguita domenica 11 ottobre. Nel pomeriggio, la coalizione militare guidata da Riad ha comunicato che un ulteriore attacco con un proiettile non identificato aveva provocato un incendio in un terminal dell’aeroporto della capitale.

In seguito, la stessa coalizione ha annunciato di avere intercettato un missile da crociera nelle vicinanze dello scalo. Gli episodi si collocano in una fase di intensificazione delle operazioni contro Riad e altre città saudite, dopo precedenti attacchi letali rivendicati dagli Houthi.

Il gruppo è coinvolto anche nel conflitto contro le forze governative yemenite nelle aree contese prossime allo stretto di Bab el-Mandeb, snodo strategico per le rotte commerciali internazionali. Le nuove offensive contro obiettivi civili rendono più fragile un quadro già segnato da anni di guerra nello Yemen.

L’ambasciata statunitense in Arabia Saudita ha alzato il livello di allerta per i cittadini americani nel Paese e disposto limitazioni per il proprio personale negli aeroporti di Riad, Gedda e Dammam. Per utilizzare questi scali, i dipendenti del governo americano dovranno ottenere un’autorizzazione specifica.

Anche alcuni governi europei e il Canada hanno adottato misure precauzionali, mentre le rappresentanze diplomatiche occidentali hanno valutato restrizioni agli spostamenti del personale. La Farnesina ha invitato gli italiani a evitare spostamenti non indispensabili nella zona dell’aeroporto di Riad e a usare lo scalo con particolare prudenza.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha condannato l’attacco, definendolo «non accettabile». Parlando con i giornalisti, ha annunciato un confronto con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, senza escludere un possibile sostegno americano a Riad.

«Prenderemo una decisione», ha dichiarato Trump, rispondendo con un «vedremo» alle domande su un eventuale coinvolgimento diretto degli Stati Uniti. Il segretario di Stato Marco Rubio ha confermato la morte di un cittadino americano e chiesto la cessazione immediata degli attacchi.

La coalizione saudita ha attribuito l’offensiva agli Houthi. Il portavoce Turki al-Malki ha definito il raid contro il terminal passeggeri un «crimine di guerra» e un’azione terroristica, annunciando una risposta ferma contro i responsabili.

L’inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, Hans Grundberg, ha parlato di una «grave escalation», sottolineando che gli attacchi contro strutture civili rappresentano una minaccia per la sicurezza regionale. L’Onu ha sollecitato gli Houthi a fermare le offensive e a evitare nuove spirali di violenza.

Le ripetute azioni contro gli aeroporti sauditi potrebbero avere conseguenze anche sui viaggi d’affari e sul turismo. In una fase di conferenze ed eventi internazionali, l’incertezza sulla sicurezza e possibili limitazioni agli spostamenti rischiano di incidere sull’arrivo di lavoratori, investitori e visitatori stranieri.

La successione dei raid solleva inoltre interrogativi sulla tutela delle infrastrutture civili e sulla continuità dei collegamenti aerei. Le reazioni di Washington, Riad e delle Nazioni Unite confermano il timore che l’escalation possa estendersi oltre lo Yemen, coinvolgendo ulteriormente gli attori della regione.

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