Vai al contenuto

“Aumentano i casi in Italia!”. Il virus che fa paura continua a diffondersi

Il West Nile Virus torna al centro dell’attenzione sanitaria con l’aumento delle temperature e dell’attività delle zanzare. In Italia, dall’inizio di febbraio al 28 luglio, sono stati confermati 84 casi di infezione, inclusi due decessi. La sorveglianza resta attiva nelle aree interessate per individuare tempestivamente la circolazione del virus e proteggere la popolazione, le trasfusioni e i trapianti.

I dati sono contenuti nel rapporto settimanale elaborato attraverso le segnalazioni anonime inviate dalle Regioni alla piattaforma dell’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con il Ministero della Salute. Il monitoraggio permette di seguire l’evoluzione epidemiologica e di applicare le misure previste a tutela della salute pubblica.

West Nile Virus in Italia: i casi confermati e le forme cliniche

Nel totale degli 84 casi registrati, 37 persone hanno sviluppato una forma neuro-invasiva della malattia. Tra queste rientra anche un caso importato dalle Maldive. Altri 27 pazienti hanno manifestato febbre, mentre 20 infezioni non hanno dato sintomi.

Le forme asintomatiche sono state rilevate soprattutto grazie ai controlli: 19 casi sono infatti emersi durante gli screening effettuati sui donatori di sangue. Le verifiche sui donatori, insieme alle procedure dedicate ai trapianti, fanno parte del sistema di prevenzione attivato nelle zone in cui viene riscontrata la circolazione virale.

Il virus è stato individuato in 47 Province appartenenti a 12 Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Sicilia e Sardegna. Il quadro, secondo i dati disponibili, è sostanzialmente sovrapponibile a quello rilevato nello stesso periodo del 2025, quando i casi confermati erano stati 89, di cui 40 neuro-invasivi.

La maggior parte delle infezioni non provoca sintomi

Gli specialisti del Dipartimento Malattie Infettive dell’ISS ricordano che il West Nile Virus è presente da anni nel Paese e che le misure sanitarie necessarie sono già operative. La maggioranza delle infezioni, stimata attorno al 70-80%, decorre senza manifestazioni cliniche.

Quando compaiono sintomi, possono includere febbre, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari, nausea e vomito. In alcuni casi possono essere presenti eruzioni cutanee o linfonodi ingrossati. Le persone più fragili risultano maggiormente esposte al rischio di conseguenze serie.

Come si trasmette il West Nile Virus e quando contattare il medico

La malattia non si trasmette da persona a persona: il vettore è rappresentato dalle zanzare. Per questo le indicazioni delle autorità sanitarie puntano in primo luogo a ridurre le punture e a limitare la presenza degli insetti negli spazi domestici e all’aperto.

In caso di febbre superiore a 38 gradi associata a eruzione cutanea, e in particolare se dopo una puntura di zanzara si presentano febbre alta o rigidità del collo, è opportuno rivolgersi tempestivamente al proprio medico. La valutazione clinica è essenziale per stabilire gli eventuali approfondimenti necessari.

West Nile Virus: non esiste un vaccino per l’uomo

Al momento non è disponibile un vaccino autorizzato per gli esseri umani contro il West Nile Virus. Il trattamento è rivolto al controllo dei sintomi; nei quadri più impegnativi può rendersi necessaria una terapia di supporto in ospedale.

Le forme gravi coinvolgono il sistema nervoso centrale e, secondo le stime riportate, interessano circa una persona su 150 tra quelle contagiate. Si tratta di manifestazioni potenzialmente letali, pur restando eventi rari rispetto al numero complessivo delle infezioni.

Leo Schilperoord, ornitologo olandese di 70 anni, indicato dall’OMS come paziente zero dell’epidemia di Hantavirus sulla MV Hondius

Prevenzione: le indicazioni contro le punture di zanzara

L’OMS Europa raccomanda di indossare abiti che coprano il più possibile il corpo, utilizzare repellenti e ridurre la permanenza all’aperto nelle fasce della giornata in cui le zanzare sono più attive, in particolare all’alba e al tramonto.

Tra le misure utili rientrano l’installazione di zanzariere su porte e finestre, il loro impiego per letti e marsupi e l’eliminazione dell’acqua stagnante da vasi, contenitori e altri oggetti. Ridurre i possibili luoghi di riproduzione delle zanzare resta uno degli strumenti più efficaci per contenere il rischio di esposizione al virus.

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure