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Azovstal evacuato, Zelensky: “Nostri eroi ci servono vivi”

Si è finalmente sbloccata la situazione nello stabilimento siderurgico Azovstal di Mariupol. Al suo interno centinaia di soldati ucraini resistono da quasi tre mesi all’assedio dell’esercito russo. Nelle ultime ore però circa trecento marines di Kiev sono usciti per consegnarsi ai russi. Una cinquantina risultano feriti gravemente e verranno curati negli ospedali del Donbass sotto controllo di Mosca. Gli altri verranno scambiati con prigionieri russi. Ancora incerto invece il destino dei militanti del battaglione Azov, ancora asserragliati nell’acciaieria.

Azovstal evacuato

“I nostri eroi ci servono vivi”, dichiara su Telegram Zelensky, ringraziando “i militari delle forze armate ucraine, dell’intelligence, della squadra dei negoziati, del Comitato internazionale della Croce Rossa, e dell’Onu. È iniziata l’operazione per far tornare i nostri militari a casa. – spiega il presidente ucraino – È un lavoro che richiede attenzione e tempi lunghi”, conclude spiegando che “continua la massima attività diplomatica in tutte le aree del Paese”.

Di evacuazione dell’Azovstal si discute praticamente in presa diretta durante la trasmissione Quarta Repubblica, andata in onda nella serata di lunedì 16 maggio. Il conduttore Nicola Porro mostra anche le immagini dei primi soldati usciti dall’acciaieria. I video mostrano i pullman carichi di militari che si allontanano da Mariupol e anche un ferito che viene trasportato in ospedale in ambulanza.

“L’evacuazione dei combattenti di Azovstal restituisce un barlume di umanità a questa guerra”, commenta il giornalista Toni Capuozzo collegato con lo studio di Rete 4. “Se i soldati del battaglione Azov si fossero lasciati morire all’interno dell’acciaieria, sarebbero stati dei martiri e non ci sarebbe stata più possibilità di trattativa”, fa invece notare l’ex ministro dell’Interno, Marco Minniti, secondo il quale “evacuare non significa resa. Può voler dire cerchiamo di evacuare e salvarci. Fino a 48 ore fa era non abbandoniamo e Kiev ci ha abbandonato. Oggi dicono rispettiamo l’ordine e siamo pronti ad evacuare”.

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