Lavoro

Azzolina scrive al personale della scuola: “Sarà un anno duro ma ce la faremo”. La sua lettera

È una lunga lettera quella che la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha scritto ai docenti e a tutto il personale scolastico in vista dell’avvio delle lezioni nell’anno del Covid, mentre nelle classi cominciano ad arrivare i banchi monoposto e fuori dagli istituti impazzano le polemiche. “Abbiamo una responsabilità storica grande”, afferma la ministra dell’Istruzione, ammettendo che “sarà un anno duro”, ma sottolineando che il governo ha “idee, coraggio e risorse europee” mentre qualche riga dopo sprona gli insegnanti: “Non era mai successo prima. So che c’è preoccupazione, è comprensibile. Ci darà sostegno la garanzia del gran lavoro fatto”.

Continua la ministra: “Nessuno in Europa si è impegnato così tanto nei mesi estivi per preparare la scuola a questa nuova stagione. Siate fieri del lavoro svolto”. Sono righe in cui la Azzolina tratteggia le difficoltà di mesi tra didattica a distanza, gli esami portati a termine in modo nuovo, ringrazia “uno ad uno per gli sforzi fatti e per quelli che farete e dirvi che, come ministra, io farò altrettanto e difenderò sempre il lavoro di chi opera nella scuola”.

“Perché – continua Azzolina – in questa nuova attenzione per il sistema scolastico sono emerse narrazioni spesso semplificate, alcune volte allarmistiche, quasi sempre ingiuste sul personale scolastico. In questi mesi avete lavorato tantissimo: ci avete messo il cuore e l’anima”. Oltre a fare il punto della situazione in ambito scolastico, la ministra Azzolina nella sua lettera riconosce il contributo da parte di tutti nel voler riaprire la scuola in presenza. Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, commenta: “Credo che abbia l’intento di compattare la comunità scolastica, cercando di superare qualsiasi forma di divisione”.

“Lettera piena di buone intenzioni, giudicheremo i fatti”, dicono al sindacato Gilda mentre Pino Turi, segretario general della Uil scuola è drastico: “Cerca di trovare le giuste motivazioni per la riapertura delle scuole ma che tuttavia è piena di retorica, confermando l’approccio populista di chi non si pone mai nelle condizioni di autocritica e cerca di screditare tutto e tutti pensando che la solita pacca sulle spalle sia sufficiente per risolvere i problemi”.

 

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