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“Balena blu”, “Sofà”: l’Italia (disgustosa) che si scaglia contro il ministro Bellanova

Ministro per le Politiche Agricole del governo Conte 2.0, fresco di insediamento. In passato bracciante agricola, sindacalista, sottosegretario al Lavoro nel governo Renzi e viceministro dello Sviluppo economico con Gentiloni. Teresa Bellanova si è lanciata nell’avventura del nuovo esecutivo con entusiasmo, finendo però subito nel mirino dei contestatori dell’opposizione. Qualcuno ha avanzato critiche su un curriculum a suo dire non abbastanza nutrito, smentito dalle risposte celeri dei compagni di partito che ne hanno riassunto la lunga carriera. Altri se la sono presi, udite udite, con le sue scelte davanti allo specchio.

Sì, a quanto pare l’Italia del 2019, o meglio la sua arena virtuale, è un luogo dove una donna che si appresta a diventare protagonista di una delicata stagione politica è chiamata a rispondere innanzitutto per le decisioni prese al mattino, una volta aperto l’armadio. L’affondo è arrivato da un’eminenza assoluta della nostra Repubblica, quel Daniele Capezzone, giornalista de La Verità ed ex portavoce di Forza Italia e del Popolo delle Libertà, che si è riscoperto improvvisamente concorrente di Chiara Ferragni come guru dello stile.
“Carnevale? Halloween?” ha cinguettato caustico Capezzone di fronte al vistoso abito blu scelto dalla Bellanova per la sua prima apparizione nel ruolo di ministro. Stuzzicando l’appetito di quegli utenti leghisti che, terminate le vacanze, passano le giornate davanti alla tastiera rimpiangendo l’estate del Papeete e le sue cascate di mojito. “Una puntata di Ok il Prezzo è Giusto” fa subito eco un utente. Ne seguono altri, tutti in punta di piedi: “Poltrone e sofà”, “Samara di The Ring”, “Balena blu”.Non sono mancate le voci fuori dal coro (fortunatamente abbondanti). Pronte a ricordare a Capezzone, al popolo leghista e qualche ignorante senza fede politica, quanto sia squallido limitarsi a giudicare una donna sempre e solo dall’aspetto fisico.

Gli attacchi, sessisti e infantili, arrivano nella maggior parte dei casi da quello stesso fronte che invoca da anni un Rinascimento politico: rottamare la vecchia classe dirigente e porre le basi per un Paese diverso, migliore. Meglio, però, che a farlo siano donne belle, in abiti succinti, il trucco provocante. Altrimenti, scusate tanto, che rivoluzione sarebbe?

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