Economia

Banche, la stangata sul conto corrente: rincari fino al 60% tra prelievi, canoni e commissioni

Tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo, le famiglie italiane riceveranno il dettaglio di tutti i costi legati al loro conto corrente e ai tanti servizi collegati a questo. Le voci elencate sono quasi una ventina, dal canone annuo, ai prelievi, fino all’ invio dell’ estratto conto periodico. Non sempre quel che spendiamo complessivamente per il nostro conto è adeguato all’utilizzo che ne facciamo. Inoltre, dallo scorso gennaio sono aumentate molte delle commissioni che la banca ci chiede per i servizi che ci offre ogni giorno. A causa dei tassi bassi, gli istituti bancari tendono a puntare di più su questa fonte di entrate. I rincari hanno riguardato molte voci di costo e sono stati applicati sia dagli istituti tradizionali che alle banche online.

A rivelarlo, l’ultimo osservatorio di SosTariffe.it, che ha analizzato nel dettaglio tutti i costi che deve affrontare il titolare di un conto corrente per gestire il proprio patrimonio. I rincari sono arrivati in un anno fino al 60%: i dati peggiori sono per i versamenti in filiale (+60%) e per i prelievi allo sportello (+48%) mentre quelli all’ Atm di una banca diversa dalla propria sono saliti del 20%. Colpito dai rincari anche il canone annuo della carta di credito offerta dalle banche online: il costo medio è passato da 12,22 euro a 12,88 euro con un +5,40% complessivo rispetto ai dati registrati nel gennaio scorso. Le banche tradizionali esaminate nello studio (17 in tutto) hanno invece portato questo costo da 37,50 euro di media a 39,87 euro (+6,30%).
Spesso si fatica a tenere sotto controllo i costi del proprio conto corrente e verificare cambiamenti e aumenti non ben chiariti dalla banca. Un primo passo che dovrebbe fare un correntista per evitare brutte sorprese è sicuramente distinguere i costi fissi e costi variabili. I primi possono essere il canone annuo, i canoni legati a eventuali carte di pagamento, le imposte di bollo, le spese per l’ invio delle comunicazioni al cliente. I costi variabili cambiano in base al tipo e al numero di operazioni che si fanno (prelievo di denaro con la carta di debito, incasso assegni).Lo strumento più utile che può offrire un parametro dei costi è l’estratto conto, che può dare un’ idea più chiara dei costi sostenuti dell’anno precedente.”Nel documento vengono riassunti tutti i costi effettivamente sostenuti nel corso dell’ anno – spiega al giornale La Stampa, Lodovico Agnoli, responsabile new business di Facile.it – che possono essere così confrontati con facilità con il valore contenuto nell’ ISC. Qualora la spesa fosse superiore a quanto previsto, il consiglio è di valutare la possibilità di cambiare tipologia di conto e identificare, comparando le offerte di più istituti”.

 

 

 

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