Economia

Bankitalia stronca Salvimaio, l’Italia non cresce e famiglie più povere

Arriva l’avvertimento del vice direttore generale dalla Banca d’Italia Federico Signorini, intervenuto in audizione alla Camera. L’effetto delle misure inserite nel Def e previste nella prossima Manovra potrebbero avere un impatto modesto e graduale. “L’aumento dei trasferimenti correnti” per reddito di cittadinanza e pensioni “così come gli sgravi fiscali, tendono ad avere effetti congiunturali modesti e graduali nel tempo; stimiamo che il moltiplicatore del reddito associato a questi interventi sia contenuto”, ha detto Signorini.

Anche lo stop all’Iva dovrebbe avere “un effetto limitato”. Impatto che “potrebbe essere ancora inferiore o nullo se il mancato aumento dell’Iva fosse già stato incorporato nelle aspettative delle famiglie”. Bankitalia si è soffermata anche sulle recenti ripercussioni sul mercato delle misure programmate dal governo. Il debito pubblico italiano “è detenuto per circa due terzi da istituzioni e soggetti italiani ma ciò non lo isola dalla logica del mercato che cerca il rendimento e fugge l’incertezza”.

Poi aggiunge: “Le oscillazioni del suo valore esercitano i propri effetti anche sui soggetti italiani, famiglie, imprese e istituzioni finanziarie che lo detengono”, ha detto Luigi Federico Signorini, in audizione sulla Nota al Def, aggiungendo che “una crescita più sostenuta e una maggiore coesione sociale non sono in contrasto con la disciplina di bilancio”.

Intanto Piazza Affari vira al ribasso e perde più delle altre borse europee. Con lo spread Btp/Bund in deciso aumento a 315 punti base. Il rendimento del Btp decennale si porta al 3,72%, sui massimi da oltre 4 anni e mezzo. “La settimana è iniziata all’insegna delle tensioni sui titoli italiani, a causa delle continue perplessità sulla legge di Bilancio”, commentano gli analisti di Mps Capital Services, secondo cui oggi sulla dinamica non aiuta la revisione delle stime del Fmi, che vede per il 2019 un pil in crescita dell’1%, molto al di sotto dell’1,5% riportato dal Def.

In più, secondo il Fmi, un ulteriore calo delle quotazioni dei titoli obbligazionari potrebbe peggiorare la dinamica del debito italiano con contraccolpi su altri Paesi. Stando ai dati Ocse, il debito italiano è attualmente pari al 151% del pil. “Secondo i nostri calcoli, il tasso d’interesse massimo sostenibile dall’Italia è compreso tra lo 0,6% e l’1,6%, valori ben al di sotto dell’attuale tasso a dieci anni del 2,9%. L’Italia, dunque, resta in zona pericolo e costituisce il principale rischio sistemico per l’Eurozona”, ha osservato Yves Longchamp, Head of Research di Ethenea Independent Investors.

Di riflesso all’aumento dello spread stamani il vicepremier, Luigi Di Maio, ha assicurato che la manovra economica “non è una manovra né contro l’Europa né contro gli altri governi“. Sarà cruciale, nei prossimi giorni, confrontarsi con le istituzioni europee e con i mercati. L’idea che sia una manovra assistenziale e che non crea sviluppo, fa sì che le quotazioni italiane cadano nel baratro. E con loro anche la popolazione. Ma alla fine, che ci frega, avremo il reddito di cittadinanza da spendere!

 

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