Lavoro

Bologna, bar chiude perché non trova baristi a 1300 euro, l’accusa: “Salario gonfiato”

La notizia ha fatto il giro dei social network nei giorni scorsi. La titolare di un bar di Bologna, lo storico Caffè Terzi, costretto a chiudere uno dei propri locali perché non riesce a trovare baristi che abbiano voglia di lavorare sei ore al giorno per uno stipendio netto di 1300 euro. La denuncia della proprietaria del locale provoca però la reazione di alcuni suoi ex dipendenti che, intervistati da alcuni giornali, rivelano le vere condizioni lavorative offerte.

Il caffè Terzi di Bologna

“Non trovo un barista per 1.300 euro netti per 6 ore al giorno”, è questo il virgolettato apparso su Repubblica nei giorni scorsi, attribuito alla titolare del Caffè Terzi. La donna racconta che il chiosco di piazza Aldrovandi, inaugurato solo un anno fa, è stato costretto a chiudere nonostante si sia rivolta al Centro per l’impiego di Bologna offrendo “un regolare contratto a tempo indeterminato al V livello del Ccnl del Turismo, stipendio netto di 1300-1400 euro al mese per 6,40 ore al giorno, sei giorni a settimana, inclusi i weekend”.

“Decine di colloqui andati a vuoto. – si sfoga la donna con l’Ansa – Personale non se ne trova, non rispondono nemmeno all’annuncio. Da quando è apparso il cartello, circa una settimana fa, abbiamo avuto solo una richiesta di appuntamento, da parte di una persona che poi non si è presentata”. Una denuncia che ha dell’incredibile, viste le difficoltà che incontrano sempre più italiani a trovare un impiego dignitoso e ben retribuito.

“Non è tutto oro quel che luccica. – commenta però un ex dipendente del locale raggiunto dal Fatto Quotidiano – Nei 1300 euro mensili sono incluse la 13esima, la 14esima e anche il Tfr per i primi sei mesi e Terzi successivamente obbliga a mettere il Tfr in un fondo pensione perché non vuole che venga lasciato in azienda. Per percepire mensilmente 13esima e 14esima, l’azienda obbliga il dipendente a firmare un foglio dove è in sostanza il lavoratore a dichiarare di volerle ricevere in busta. Le ore sono effettivamente 40, sì, ma con turno spezzato. Spesso il sabato e/o la domenica si inizia alle 7:30 si stacca alle 12:30 per riattaccare alle 16 e finire alle 19. La domenica invece si inizia alle 8:30 sempre con le stesse modalità”, conclude. Ma anche altre testimonianze ‘inchiodano’ i proprietari del Bar Terzi.

Potrebbe interessarti anche: Bologna, studenti contro la collega No pass: “Falsa vittima”

Torna su