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Green pass, Matteo Bassetti: “Va tolto a inizio primavera”

La svolta definitiva sul green pass sembra vicina. Oggi il membro del Cts, Fabio Ciciliano, parla di eliminazione del certificato verde a partire dalla fine della primavera. Invece Matteo Bassetti, responsabile della Clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, propone addirittura di abolirlo già all’inizio della primavera visto che, dice intervistato da Libero, i cittadini sono stanchi delle restrizioni anti Covid e il virus non fa più paura come prima.

Bassetti propone di abolire il green pass

“A inizio primavera va messo un punto. Col 95-96% di popolazione coperta dall’infezione grave va tolto”, parla chiaro Matteo Bassetti. “La gente è stufa. – prosegue – Non si può andare avanti così. Invito la politica a fare attenzione. Un cittadino stufo, quando hai a che fare con una malattia infettiva, è il pericolo maggiore in cui puoi imbatterti, perché non segue più alcuna regola. Agli italiani andrebbe eretto un monumento: il 90% si è vaccinato, e la percentuale continua a crescere. Hanno e abbiamo rispettato tutte le regole, ma nonostante questo resistono restrizioni insensate”.

La mascherina all’aperto non se ne può più, buttiamola! – sbotta Bassetti – La Francia la abolisce martedì. Nel Regno Unito l’hanno vista appena. L’hanno abbandonata anche in gran parte della Spagna. Non vedo perché l’Italia debba proseguire. Se nelle prossime 2-3 settimane i dati del contagio e dei ricoveri continueranno a scendere sarà il momento di abbandonare le limitazioni, almeno quelle più cervellotiche. Molte leggi sono fatte esclusivamente per tutelare chi le scrive, e non i cittadini. Magari non le capiscono nemmeno gli stessi legulei”, attacca il medico.

“Dobbiamo capire che i tamponi vanno fatti solo a chi ha sintomi e a chi deve uscire dalla quarantena. Siamo arrivati all’isteria. Ho dati che dimostrano che c’è chi ne fa due nello stesso giorno, mattina e pomeriggio. – prosegue lo sfogo di Bassetti – È chiaro che il virus circola e lo farà ancora per parecchio tempo, così come purtroppo continueranno a esserci dei morti. Però che un Paese di 60 milioni di abitanti consideri un’emergenza assoluta avere 1.500 persone in terapia intensiva mi sembra davvero esagerato”, conclude.

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