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Befana: 5 curiosità sulle origini del mitico personaggio

“La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte, neve, gelo, tramontana, viva, viva la Befana”! Chi da bambino non ha recitato almeno una volta questa simpatica filastrocca sulla famosa vecchietta che porta in dono dolcetti e carbone ai più piccoli. Ormai il 6 gennaio è alle porte, ma quali sono le origini di questa festività? La Befana ha una storia complicata e talmente antica che pare che la leggenda sia nata già durante l’Impero romano. Interpretazioni pagane, cristiane e differenze regionali si intrecciano in un groviglio di usanze e di significati di cui è oggi difficile venire a capo. Scopriamo insieme 5 curiosità sulle origini del mitico personaggio con l’aspetto da vecchia che porta doni la notte tra il 5 e il 6 gennaio.

1) Le origini della parola Befana
Il termine “Befana” deriva dal greco “Epifania”, ovvero “apparizione” o “manifestazione”. La Befana si festeggia, quindi, nel giorno dell’Epifania, che solitamente chiude il periodo di vacanze natalizie. Anche il termine Befana potrebbe provenire, in base ad alcune teorie, dalla corruzione lessicale di epifania (dal greco epifáneia, “manifestazione”) attraverso bifanìa e befanìa.


2) Il Significato della festività
Le prime notizie riguardanti la Befana risalgono al 1200. Originariamente la Befana era simbolo dell’anno appena passato, un anno ormai vecchio proprio come lo è la Befana stessa. I doni che la vecchietta portava, erano dei simboli di buon auspicio per l’anno che sarebbe iniziato.


3) Il legame con i Re Magi
In pochi sanno che la leggenda della Befana è legata a quella dei Re Magi. Secondo alcuni racconti infatti nel loro viaggio per raggiungere Gesù Bambino, i tre sacerdoti crearono un corteo, a cui si unirono moltissime persone. Fra questi c’era anche una donna anziana che però si allontanò prima di arrivare a destinazione. Da allora la Befana, pentita per quel gesto, ogni 6 gennaio cerca di rimediare all’errore portando ai bambini i regali che avrebbe dovuto donare a Gesù.


4) Sul manico di scopa
Da un punto di vista pagano, furono gli antichi Romani ad ereditare alcuni riti propiziatori pagani legati ai cicli stagionali e associandoli al calendario romano. Si narra che nelle dodici notti successive al solstizio d’inverno, in un periodo dedicato alle celebrazioni per la morte e la rinascita della natura, si credeva che misteriose figure femminili volassero sui campi per propiziare i futuri raccolti, guidate da Diana (la dea lunare della caccia e della vegetazione) o da Sàtia (una divinità minore legata al concetto di sazietà). Dunque il mito della “donna volante” sul manico di scopa sarebbe probabilmente nato proprio da qui.


5) I doni
Dalla frutta secca alle caramelle, dai mandarini al carbone: la calza può contenere davvero molti regali. Ma qual è il significato di questi doni? Secondo la tradizione, la Befana porterebbe il carbone a chi è stato cattivo; questa usanza potrebbe essere associata al fatto che da una parte le streghe venivano mandate al rogo (la figura della Befana è spesso associata all’immagine della strega), dall’altra il carbone si lega anche all’anno vecchio appena trascorso. Oltre al carbone, immancabili nella calza della befana sono la frutta secca, legati al senso di fecondità e soddisfazione, le monete di cioccolato, che simboleggiano il buon auspicio per il nuovo anno appena iniziato, e le immancabili caramelle, donate dalla Befana in cambio del fatto che porti via con sé tutte le festività.


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