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Benessere digitale: chi curerà la dipendenza dal telefono

Quello del malessere digitale o della dipendenza da Internet sta diventando un fenomeno sempre più allarmante sopratutto dai giovani. Tante ricerche dimostrano che questa dipendenza ha effetti disastrosi con conseguenze sui rapporti interpersonali, perdita di sonno e concezioni distorta del tempo e dello spazio. Di contro c’è il “Benessere Digitale”, un modo sano ed equilibrato di porsi nei confronti di Internet, anche come mezzo di espressione. E, naturalmente, ci sono “antidoti” all’iperconnessione, come ad esempio lo sport, momento fondamentale di crescita e di formazione. I telefonini di nuova generazione possono essere strumenti di produttività straordinari, ma, se utilizzati in modo sbagliato, possono condurre addirittura a dipendenze patologiche. Dici che cellulare e caffè non hanno nulla in comune? Bè tutti, ormai, o quasi, posseggono un telefono cellulare o smartphone. Siamo continuamente distratti e non riusciamo a focalizzarci per più di pochi secondi. Non riuscire a concentrarci quando dobbiamo seguire una lezione universitaria o realizzare un lavoro creativo è molto grave, ma è ancor peggio quando ci troviamo a parlare con qualcuno.

L’uso dello smarthphone è divenuto costante nella nostra vita, quasi una dipendenza considerando anche il fatto che con il cellulare, oggi, si può fare qualunque cosa: controllare la posta elettronica, prenotare un tavolo al ristorante, controllare whatsapp o altre app di messaggistica veloce, pubblicare sui social le foto della tua ultima vacanza e, naturalmente, chiamare parenti ed amici. La dipendenza da cellulare è considerata una vera e propria patologia conosciuta come telefonino dipendenza, cellularomania o cellulare-addiction. Perché l’uso smodato del proprio telefono può condizionare la nostra vita? Ti sarà capitato di provare una sensazione di panico quando, per sbaglio, lasci il telefono a casa o lo perdi. Probabilmente soffri di questa patologia da cellulare dipendente. A questo punto deve subentrare il benessere digitale, il termine generale per descrivere i nostri tentativi di vincere la dipendenza dalla tecnologia – e i suoi terribili effetti sulla nostra salute, produttività e politica – per mezzo della tecnologia stessa.

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Smetti di usare tanto il telefono se non sopporti l’uso eccessivo che ne fai

Si può usare il fuoco per spegnere il fuoco ossia esiste un applicazione molto popolare chiamata Forest, quando posate lo smartphone fa apparire sullo schermo un albero che gradualmente comincia a crescere per poi morire appena lo riprendete in mano. I telefoni che usano il sistema Android hanno Wind Down un’app che quando si avvicina l’ora di andare a letto fa lentamente sbiadire i colori dello schermo fino a farlo diventare in bianco e nero. E il mese scorso Apple ha annunciato l’introduzione di nuove funzioni per aiutarci a controllare, e limitare, il tempo che passiamo a guardare a bocca aperta lo schermo. Questo può sembrare una buona idea. E, considerata l’innumerevole quantità di dati che raccolgono queste aziende su come usiamo i loro prodotti, nessuno meglio di loro potrebbe aiutarci a utilizzarli in modo meno malsano, se volessero farlo.

L’unico modo è smettere semplicemente di usarlo. Chiedere ai colossi della tecnologia di aiutarvi non ha senso, se non altro per via del palese conflitto di interessi (per quanto possano sembrare preoccupati per il nostro benessere, Apple e Google hanno bisogno che abbiate bisogno dei loro prodotti). Ma è anche infantile, come spiega sul suo blog lo scrittore Cal Newport. “Sono un uomo adulto”, scrive. “Se guardo il telefono ogni cinque minuti, o gioco con i videogame invece che con i miei figli, non ho bisogno dell’animazione di un albero che muore per cambiare abitudini. Ho bisogno di qualcuno che rispetto che mi strappi quello stupido aggeggio di mano e mi dica: ‘Adesso piantala!’”.

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In altre parole

La politica del benessere digitale mira a ridurre la nostra dipendenza dai congegni elettronici, ma al prezzo di una ancora maggiore dipendenza dalle aziende che li producono. Esclude la possibilità di un rifiuto più radicale della tecnologia di consumo, che per alcune persone potrebbe essere l’unica soluzione. E, più in generale, indebolisce la nostra capacità di autodisciplina, affidando a qualcun altro il compito di gestire il nostro tempo e la nostra attenzione. È un po’ come contare sul progresso tecnologico per risolvere il problema del cambiamento climatico, che almeno in parte è dovuto proprio al progresso tecnologico. Forse la vera soluzione non consiste nel rendere meno attraenti i nostri telefoni ma, se è possibile, scegliere di vivere una vita così interessante che i nostri telefoni non possono competere con tutto quello che abbiamo da fare. La prossima volta che ti ritrovi a giocarellare con il tuo smartphone, prova a ricordarti di essere “presente”, osserva ciò che ti circonda e le persone con cui sei assieme, insomma, ricordati di essere presente e vivo. La tua mente lo apprezzerà, ma anche chi ti sta attorno.

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