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Accordo Forza Italia-Lega, Berlusconi dice no alla lista unica con Salvini

Forza Italia per ora si chiama fuori. Berlusconi si dice contrario a qualsiasi ipotesi di accordo con Matteo Salvini che comporti una lista elettorale unica. La decisione è stata presa dal coordinamento degli azzurri, il quale ha subito diffuso un comunicato al termine della riunione: “Il coordinamento di presidenza di Forza Italia in relazione all’ipotesi di un listone di centrodestra apparsa su alcuni quotidiani, si dichiara radicalmente contrario a questa ipotesi”.

“Forza Italia – aggiunge il comunicato – pur auspicando un accordo di coalizione con gli altri partiti di centro-destra, non è disposta a rinunciare alla propria storia, al proprio simbolo e alle proprie liste in vista delle prossime elezioni Politiche”.

Forza Italia al momento sembrerebbe certa di aver convinto il vicepremier leghista che senza gli azzurri non si va al voto e soprattutto non si vince al Sud. Non un listone unico, quindi, ma l’accordo resta in piedi. E, secondo fonti di Forza Italia, si starebbe entrando nel dettaglio non solo nella suddivisione dei collegi ma anche in quella delle poltrone da dividersi una volta vinte le elezioni.

In ambienti parlamentari si vocifera che gli azzurri punterebbero ad alcuni ministeri chiave come la Giustizia e lo Sviluppo Economico. Idee cominciano a circolare anche per quanto riguarda le presidenze delle Camere. Per Montecitorio si farebbe il nome di Giorgia Meloni, mentre al Senato non si escluderebbe una riconferma di Elisabetta Casellati.

Silvio Berlusconi invece avrebbe il ruolo di fondatore e padre nobile del centrodestra, ora con la leadership di Salvini. Mentre secondo fonti della Lega, riportate da Repubblica, Salvini proporrà all’ex Cavaliere la spartizione delle candidature sulla base del risultato ottenuto da Forza Italia nelle Elezioni europee, cioè l’8%.

Al momento dunque le intenzioni dei due partiti sarebbero distanti, ma l’obiettivo è uno solo: vincere le prossime elezioni. Tutte le carte sono in mano a Berlusconi e Salvini che conducono ora una trattativa serrata sui reciproci interessi.

 

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