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Berlusconi rilancia: “Il centrodestra unito potrebbe chiamarsi Cdu”

Non una fusione “fredda”, imposta dall’alto, ma un’operazione che dia la sensazione ai militanti di un pieno coinvolgimento e che sia ben accolta dall’opinione pubblica di centrodestra. Così Silvio Berlusconi ha parlato attraverso le pagine del Corriere della Sera dell’idea del partito unico che dovrebbe nascere, nella mente del Cav, prima delle elezioni del 2023 per sfidare il Pd di Enrico Letta e un Movimento Cinque Stelle che attende ancora l’esito della sfida Conte-Grillo: “La mia proposta è rivolta sia a Matteo Salvini che a Giorgia Meloni e alle altre forze di centrodestra”.

Berlusconi rilancia: "Il centrodestra unito potrebbe chiamarsi Cdu"

Sul nome, Berlusconi non ha bocciato Centrodestra Italiano: “Ha il pregio della chiarezza, e il richiamo all’Italia, il Paese che amiamo, mi pare utile. Non mi dispiace neppure Centrodestra Unito, la cui sigla, Cdu, avrebbe il pregio di richiamare quello che per noi è un modello di riferimento, i nostri partner tedeschi nel Partito popolare europeo. Il centro-destra ha bisogno di un forte aggancio ai principi liberali, cristiani, europeisti, garantisti che noi di Forza Italia rappresentiamo. Sono i valori del Ppe, ai quali non rinunceremo mai. Del resto, i partiti espressione del Ppe stanno tornando a vincere in tutt’Europa, proprio ieri in Francia alle regionali, poche settimane fa a Madrid e in Germania, presto accadrà anche in Italia”.

Un progetto, quello di Berlusconi, che continua però a dividere. E che lascia ancora dubbiosi gli alleati, con Matteo Salvini che dopo essersi a sua volta sbracciato per sostenere la bontà del progetto partito unico di centrodestra, ora sembra aver deciso di fare un passo indietro: “Non è all’ordine del giorno, come la vittoria della Champions da parte del Milan, di certo non l’anno prossimo. Il partito unico non è una cosa che nasce a tavolino o in laboratorio. Partiamo dalla collaborazione sui temi, dalla giustizia al fisco”.

A La Stampa, Salvini ha poi antcipato: “Proporrò a Berlusconi una carta dei valori condivisi, da sottoporre a chi ci sta: libertà d’impresa, famiglia, innovazione, ambiente. Io spero di vincere le elezioni e governare con una maggioranza omogenea: il partito della coalizione che prenderà più voti esprimerà il premier, ci sarà spazio per tutti”.

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