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Berlusconi non cambia mai: barzellette, sessismo e Bunga Bunga

Un fuorionda piccante, in pieno stile Silvio Berlusconi, quello andato in scena a Quarta Repubblica, il programma di approfondimento della prima serata di lunedì di Rete Quattro. Durante il quale il Cavaliere, rivolgendosi al pubblico femminile presente in studio in un momento in cui non era in diretta, si è lanciato in una delle più classiche battute del suo repertorio: “Me ne facevo sei per notte. Adesso non ci crederete… Dopo la terza mi addormento”.

Nel corso del programma l’ex presidente del Consiglio ha poi criticato l’attuale premier, Giuseppe Conte: “Lui è un buon comunicatore, prova a comportarsi come un vero presidente del Consiglio, ma mi sembra più un burattino di Di Maio e Salvini”. Quindi l’attacco al M5s: “I 5 Stelle sono assolutamente di sinistra, condividono l’ideologia comunista, non vogliono lo sviluppo ma la decrescita. Il reddito di cittadinanza è un disastro nella sua applicazione. Per i poveri serve soprattutto creare buoni posti di lavoro”.
Un po’ di politica qui e lì. In mezzo battute e barzellette, come se non fosse cambiato niente dal 2011. Si scherza, si ironizza su quel Bunga Bunga che aveva segnato l’ultima esperienza a Palazzo Chigi dell’ex presidente del Milan. A tal proposito, Berlusconi ha ricordato le origini del termine, figlio a suo dire di una semplice “storiella”: “Prendo i due sfigati e li mando in Libia. Questi arrivano all’aeroporto di Tripoli, prendono l’auto per andare da Gheddafi, ma essendo sfigati vengono bloccati e catturati dall’unica tribù rivoluzionaria”.

“Si trovano legati ad un palo in mezzo alla tribù che comincia a fare una danza con parole incomprensibili. Si capiva solo bunga bunga. Lo stregone si rivolge a Cicchitto: ‘Tu morire o bunga bunga?’ Tra morire e bunga bunga Cicchitto dice bunga bunga e se lo fanno tutti. Allora lo stregone si rivolge a Bondi: ‘Tu scegliere, morire o bunga bunga’. Vedendo la sorte di Cicchitto, sceglie morire. Lo stregone gli dice: ‘Va bene, tu morire, ma prima un po’ di bunga bunga’”.

Una performance, quella di Berlusconi, che però non è piaciuta a tutti. Se qualche utente ha elogiato Silvio in rete, sottolineando come sia rimasto “sempre il solito fenomeno”, altri hanno criticato ampiamente “questo continuo, patetico ricorso a barzellette e battutine sessiste che non fanno più ridere nessuno”.

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