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La Bielorussia nega l’emergenza Covid-19: “Vodka, sauna e molto lavoro per sconfiggere il virus”

Se l’Europa è ora l’epicentro della pandemia di coronavirus, c’è un paese del vecchio continente le cui autorità hanno deciso di non imporre nessuna misura restrittiva ai suoi cittadini. La Bielorussia è uno dei pochissimi paesi in Europa non aver preso nessuna misura per combattere il coronavirus. Già la scorsa settimana il presidente Alexander Lukashenko, vero padre-padrone da ormai 30 anni del piccolo paese slavo, aveva rilasciato dichiarazioni sorprendenti sulla pandemia: “Ci vogliono vodka, sauna e molto lavoro per sconfiggere il virus”. Secondo il presidente slavo, i rischi e i contagiati per il suo paese “sarebbero praticamente nulli”, al punto che ha deciso di continuare a tenere aperte scuole e fabbriche, e persino gli appuntamenti di campionato di calcio nazionale restano invariati, con tanto di pubblico assiepato sugli spalti. “L’isolamento in appartamenti marci è la causa del virus. Non capisco chi chiede la quarantena”, ha affermato Lukashenko nel corso di una recente intervista televisiva.

Dunque la Bielorussia ha deciso di seguire un percorso molto diverso rispetto resto d’Europa e ai suoi vicini Russia e Ucraina. Mentre quest’ultima nazione sta per dichiarare lo stato di emergenza, e la Russia ha deciso di chiudere le scuole, cancellare i grandi eventi e messo al bando tutti i voli in entrata e uscita, in Bielorussia la vita procede normalmente. Come un fiume in piena, il presidente slavo ha attirato l’attenzione sul fatto che, isolando le persone nelle loro case e appartamenti, nessuno sa se sono sani o se sono già stati infettati da qualcosa, e non solo dal coronavirus: “Bloccare in questi appartamenti marci non è un metodo. Stiamo uccidendo le persone chiudendole in questi appartamenti. Ci sono molti problemi su cui bisogna lavorare, piuttosto che chiudere il confine e rinchiudere le persone nelle case. Ci è sempre stato insegnato, ricordate: se si tratta di SARS, influenza e altro, devi uscire, respirare aria fresca, ventilare le stanze”, ha detto Lukashenko.
In effetti i dati ufficiali in Bielorussia per quanto riguarda l’emergenza coronavirus sono bassi. Fino ad ora solo 88 casi di contagio e nessun decesso, anche se non tutti sono convinti della veridicità, come conferma una tesi di medici bielorussi che parlano di “indegna farsa del governo”. Un medico di Vitebsk, in condizione di anonimato, ha confermato: “Ci sono tanti pazienti già deceduti e non sono sempre anziani. In terapia intensiva, le persone muoiono di “polmonite” e non viene riconosciuto che sia coronavirus. A livello amministrativo viene sussurrato: qui è crittografalo in modo diverso per non rovinare le statistiche”.
Secondo questo medico, la situazione a Vitebsk è peggiorata dopo che i lavoratori di una delle fabbriche di scarpe sono tornati infetti da Milano. Attualmente 4 ospedali della città, appositamente convertiti per il trattamento della polmonite, sono pieni di pazienti. Il medico ha sottolineato che ora ci sono almeno il doppio dei casi segnalati di polmonite rispetto al solito. “Non voglio essere Nostradamus, ma possiamo ripetere lo scenario italiano” ha concluso il medico. La stessa difficile situazione ci sarebbe a Minsk e Brest. Qui il personale medico lamenta turni di lavoro massacranti, mancanza di tamponi e strumenti di protezione individuale.

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