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Credits: Kuhlmann /MSC on Wikimedia Commons

Bill Gates: un patrimonio da record (anche) grazie all’abbandono di una pessima abitudine

Bill Gates, con un patrimonio da record, è stato per molti anni al top della classifica degli uomini più ricchi del mondo. Alle sue spalle un progetto imprenditoriale che ha portato alla nascita e al successivo sviluppo di Microsoft, cresciuta negli anni della bolla delle dot-com e ancora oggi tra i maggiori colossi tecnologici del mondo. Ma quali sono i segreti dietro al successo imprenditoriale di Bill Gates? Sicuramente uno dei posti più importanti è occupato dall’impegno ma, a suo dire, è stato l’abbandono di una “very bad-habit”, una cattiva abitudine, a segnare una svolta radicale nella sua vita.

Bill Gates: dalla carriera universitaria alla nascita di Microsoft

Classe 1955, Bill Gates è oggi uno degli imprenditori più celebri del mondo nonché di tutta la storia moderna ma, negli anni, si è distinto anche per essere un filantropo e programmatore informatico tra i più visionari. Bill Gates venne per la prima volta a contatto con un computer nel 1968, quando la scuola privata che frequentava affittò alcuni DEC PDP-10 al fine di scoprirne eventuali bug. Bill Gates divenne così inseparabile dal PC, tanto da veder abbassarsi notevolmente il rendimento scolastico a causa delle tante ore passate alla scoperta di quello che sarebbe stato il suo futuro.

bill-gates-patrimonioLa passione per i computer non venne quindi mai abbandonata e, dopo l’iscrizione ad Harvard, insieme all’ex compagno di scuola superiore Paul Allen fondò Microsoft, con una visione molto chiara del proprio obiettivo. “Nel futuro vedo un computer su ogni scrivania e uno in ogni casa” – affermò infatti. Tra gli step più importanti dell’azienda ci fu sicuramente quello dell’introduzione del mouse ma, soprattutto, del sistema operativo Windows 1.0 nel 1985, la prima versione di un sistema con interfaccia grafica funzionante.

Bill Gates: quella pessima abitudine da abbandonare per raggiungere il successo

Il successo di Bill Gates, oramai, è chiaro a tutti. Da quel lontano 4 aprile 1975 in cui fondò Microsoft, infatti, l’azienda è cresciuta a dismisura tanto da diventare uno dei colossi tecnologici mondiali universalmente riconosciuti. Uno dei meriti di Bill Gates, inoltre, è quello di aver portato – insieme ad Apple – un Personal Computer in ogni casa, dapprima in quelle americane e poi in quelle di tutto il mondo. Ma qual è il segreto per raggiungere il successo?

Nelle tante interviste rilasciate negli anni, Bill Gates ha più volte affermato di aver abbandonate alcune cattive abitudini che avrebbero frenato il suo business ma anche la sua scalata verso il top della classifica degli uomini più ricchi del mondo. Tra queste, la più importante è stata sicuramente quella di smettere di procrastinare: come molti universitari, anche Bill Gates era solito rimandare all’ultimo minuto lo studio per gli esami. Una pessima abitudine che, sebbene considerata da molti divertente visti i buoni risultati, ha impegnato ben due anni della sua vita da business man per abbandonarla.

bill-gates-patrimonioBill Gates: da Microsoft alla sfida per il Pianeta

Il problema del riscaldamento globale è oramai noto a tutti così come relativa causa: le eccessive emissioni di gas serra, infatti, hanno ridotto la capacità dell’ecosistema di assorbire l’anidride carbonica. Come fare? Uno dei primi esperimenti è stato portato avanti proprio da Bill Gates insieme al fisico David Keith e al magnate pertrolifero Norman Murray Edwards.

L’idea è quella di rimuovere direttamente la CO2 prelevandola dall’atmosfera e trasformarla successivamente in carburante sintetico “carbon-neutral” destinato ai trasporti marittimi, aerei e su gomma. Nonostante le tecnologie utilizzate siano oramai note da anni, la sfida di Bill Gates è quella di industrializzare questo processo così da intervenire in modo importante nella riduzione dell’effetto serra.

In copertina, Photo Credits: Kuhlmann /MSC on Wikimedia Commons

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Sabina Schiavon
Visionaria per vocazione, blogger in erba per passione, freelance per professione. Milanese per nascita e vercellese d’adozione, si occupa di startup, imprese, Industria 4.0 e di tutti i temi legati all’innovazione. Ama la birra belga e il whisky scozzese, gustati accanto a un gatto che fa le fusa.