
L’esenzione dal bollo auto pesa quasi il doppio, fino a due volte e mezzo, in più per le famiglie più povere rispetto alla media, mentre il taglio delle accise aiuta di più quelle più ricche. È il risultato dell’analisi dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Focus 5/2026) sugli effetti redistributivi delle misure contro il caro carburanti. Per il primo decile, il 10% delle famiglie con minore capacità di spesa, lo stop al bollo riduce la spesa complessiva dello 0,9%, contro lo 0,36% della media e lo 0,1% del decile più ricco. Altre notizie nella sezione manovra.
Che cosa prevede la misura
La cancellazione del bollo auto dalla prima auto con potenza fino a 80 kW, o dalla moto per chi non possiede un’auto esente, riduce in media dello 0,36% la spesa della famiglia-tipo. Ma la famiglia-tipo non esiste, osserva l’analisi: esistono famiglie reali, molto diverse per condizioni economiche e quindi per capacità di spesa. La manovra punta a rendere strutturale lo stop alla tassa.
I numeri per decili di spesa
Per le famiglie del primo decile, cioè quelle con il budget più ridotto, l’addio al bollo riduce la spesa dello 0,9%, con un impatto da due a due volte e mezzo quello medio, misurato su tutti. Il peso sulla spesa annua scende poi progressivamente: allo 0,7% nel secondo decile, allo 0,6% nel terzo, fino allo 0,1% dell’ultimo, dove si addensano i portafogli più gonfi.
| Decile di spesa | Famiglie beneficiarie (%) | Beneficio sul bollo totale (%) | Incidenza sulla spesa (%) |
|---|---|---|---|
| I (più povere) | 60 | 45 | 0,9 |
| II | 61 | 44 | 0,7 |
| III | 64 | 45 | 0,6 |
| IV | 65 | 44 | 0,5 |
| V | 65 | 42 | 0,5 |
| VI | 65 | 42 | 0,4 |
| VII | 67 | 40 | 0,4 |
| VIII | 63 | 38 | 0,3 |
| IX | 63 | 36 | 0,2 |
| X (più ricche) | 56 | 29 | 0,1 |
| Media | 63 | 39,9 | 0,36 |
Fonte: Upb, in percentuale.
Perché pesa di più sui poveri
Questo accade perché, in valore assoluto, il beneficio prodotto dall’esenzione è quasi lineare nelle diverse fasce economiche: si diffonde a tutto il campo, coinvolgendo il 63% delle famiglie. Ma i 168,4 euro medi calcolati dal Governo nella relazione tecnica al decreto legge 162/2026 (59 euro per la moto) hanno ovviamente un peso specifico maggiore quando il bilancio familiare è più esile.
Le accise, l’effetto è opposto
La geografia distributiva del taglio alle accise è speculare: il beneficio rimane sostanzialmente stabile nel rapporto con la spesa complessiva, tra lo 0,2% e lo 0,3% nei vari decili, mentre cambia in valore assoluto, crescendo insieme alla fortuna economica dei diretti interessati. La ragione, spiega l’analisi, è nella struttura dei due prelievi: le accise sono legate al consumo, mediamente maggiore nelle famiglie più ricche, dotate in genere di auto più potenti, mentre il bollo è scorrelato dai chilometri percorsi, viene pagato anche da chi tiene l’auto ferma in parcheggio, e ha un dialogo incerto con il listino: la tassa cresce molto meno del prezzo di un veicolo nuovo e resta costante mentre l’auto invecchia e perde valore.
Il dibattito politico
Il Governo sta lavorando per rendere strutturale l’esenzione, ora prevista solo per l’anno prossimo, e la maggioranza preme per ampliarla: Fratelli d’Italia chiede di estendere lo stop alle auto fino a 133 o 160 kW nelle famiglie con 4 figli, misura che costerebbe 40 milioni l’anno, mentre Forza Italia punta a cancellare il bollo per tutte le prime auto.
Il nodo della stabilizzazione
Una stabilizzazione, osserva il Sole, richiederebbe di ripensare anche la tassa residua, che ignora uso e valore dei veicoli ed è correlata solo debolmente alle emissioni. Questi aspetti non sembrano oggi al centro dell’agenda politica, ma sono cruciali per uno sconto che, una volta reso strutturale, perderebbe la sua caratteristica di compensazione anti-inflazione e peserebbe ogni anno sui conti pubblici.
Cosa non è ancora noto
Non è noto se l’esenzione verrà resa strutturale né con quali estensioni. I dati sono stime dell’Upb e possono variare. Le informazioni potranno essere aggiornate.
Fonte: Il Sole 24 Ore (28 ottobre 2026, articolo di Gianni Trovati), Ufficio parlamentare di bilancio (Focus 5/2026)