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Salvini voleva lo Sputnik a tutti i costi, ma ora anche il Brasile massacrato lo scarta

Ricordate la battaglia di Matteo Salvini per far adottare all’Italia il vaccino del suo amico Putin? Nonostante i dubbi dell’intera comunità internazionale sul vaccino russo, e nonostante continui a non esserci alcuna trasparenza sui dati e sull’efficacia, Salvini insiste per dire che lo Sputnik avrebbe aiutato l’Italia ad accelerare la campagna vaccinale. Adesso arriva però la notizia che persino il Brasile, massacrato e bisognoso di vaccini, ha deciso di dire no allo Sputnik “per diversi motivi”, fra cui uno: “Contiene adenovirus replicante”. A segnalarlo è stata l’Agenzia nazionale di vigilanza sanitaria del Brasile Anvisa. “L’ente ha affermato che ogni singolo lotto vaccinale dell’Istituto Gamaleya basato sul vettore virale Ad5 su cui hanno dati sembra contenere ancora adenovirus competente per la replicazione”. (Continua a leggere dopo la foto)

La notizia – riferisce Adnkronos – viene riportata sul blog scientifico ‘In the pipeline’, ospitato sul sito di ‘Science’ e curato da Derek Lowe, chimico farmaceutico ed editorialista. L’esperto riporta quanto emerso da un’audizione avuta ieri dalle autorità brasiliane per valutare se il vaccino sarebbe stato approvato per l’uso nel Paese. Il dato emerso riguardo all’adenovirus in grado di replicarsi, osserva Lowe nella sua analisi, “probabilmente non causerà grossi problemi alla popolazione vaccinata, ma è un rischio completamente inutile. E se un tale vaccino sta andando a decine di milioni di persone (o più), sembra certo che ce ne saranno alcune danneggiate da questo problema evitabile”. (Continua a leggere dopo la foto)

I vaccini basati sul vettore adenovirale sono realizzati rimuovendo la maggior parte delle istruzioni del Dna dell’adenovirus e inserendo invece il Dna per creare antigeni del coronavirus. il vaccino Oxford/AstraZeneca ha un adenovirus dello scimpanzé, J&J ha usato il ceppo Ad26, CanSino ha l’adenovirus Ad5 e il vaccino Gamaleya è composto da una prima dose basata su Ad26, seguita da un richiamo con Ad5. “A tutti – aggiunge l’autore del blog – sono state rimosse parti chiave del loro genoma originale per renderli incapaci di replicarsi nell’organismo”. (Continua a leggere dopo la foto)

Quello che è emerso dall’analisi dell’ente brasiliano “mette in discussione l’intero processo di produzione e controllo di qualità”, conclude l’esperto. “Se hai intenzione di realizzare un vaccino competente per la replicazione, gli studi clinici vanno eseguiti con questo”. “Posso capire perché i regolatori brasiliani sono preoccupati”. La decisione dell’Agenzia nazionale di vigilanza sanitaria del Brasile di rinviare l’approvazione del vaccino anti-Covid russo Sputnik V ”è, sfortunatamente, una decisione di natura politica” e ”non ha nulla a che vedere con l’accesso dell’agenzia a informazioni scientifiche”. Lo ha dichiarato l’agenzia di produzione del vaccino russo.

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