
Prima della politica, delle istituzioni e della guida di Azione, nella biografia di Carlo Calenda c’è una fase meno nota legata agli anni trascorsi a Modena e al lavoro nel gruppo Ferrari. In quel periodo, il futuro leader politico condivise un appartamento con Lapo Elkann, in una stagione segnata dall’avvio della carriera manageriale e da importanti cambiamenti nella sua vita privata.
Carlo Calenda, le origini tra cinema e istituzioni
Il percorso personale di Calenda nasce dall’incontro tra ambienti differenti. Dal lato materno è legato al mondo del cinema, anche attraverso il nonno Luigi Comencini; dal lato paterno, invece, alle istituzioni dello Stato. Da bambino partecipò a produzioni dirette dal nonno, tra cui L’Ingorgo e la miniserie Cuore.
L’esperienza sui set non diventò però una scelta professionale. Calenda intraprese un percorso autonomo, che lo avrebbe condotto prima nel settore privato e successivamente nell’attività politica e istituzionale. La formazione e le prime esperienze contribuirono alla definizione di un profilo orientato alla gestione e all’organizzazione.
Gli anni al Mamiani e la paternità a sedici anni
Durante il liceo al Mamiani di Roma, Calenda affiancò gli studi alla militanza nella Federazione giovanile comunista. Nello stesso periodo affrontò un passaggio personale rilevante: divenne padre della sua prima figlia, Tay, quando aveva sedici anni.
La nascita della figlia impose responsabilità precoci, modificando profondamente le priorità della sua adolescenza. In seguito conobbe l’attuale moglie, Violante, con la quale avrebbe condiviso anche la fase modenese della propria vita, parallelamente all’ingresso nel gruppo Ferrari.
La convivenza a Modena con Lapo Elkann
Il trasferimento a Modena coincise con l’avvio dell’attività professionale nel gruppo Ferrari. In quegli anni Calenda visse con Lapo Elkann, in un appartamento condiviso durante i primi passi all’interno dell’azienda. La convivenza rappresenta uno degli episodi più singolari del suo percorso precedente all’impegno pubblico.
L’arrivo di Violante contribuì a ridefinire l’organizzazione domestica e l’equilibrio della casa. Quel periodo si inserì in una fase di crescita professionale che avrebbe portato Calenda a maturare ulteriori esperienze nel mondo imprenditoriale, anche in realtà come Sky e Confindustria, allora guidata da Luca Cordero di Montezemolo.
Dalla carriera manageriale all’ingresso in politica
Le esperienze aziendali precedettero il passaggio alla politica. Calenda partecipò alla costruzione di Scelta Civica per l’Italia, nata nell’area del governo tecnico di Mario Monti. La formazione delle liste e della struttura organizzativa avvenne in un contesto caratterizzato dalla presenza di figure e sensibilità politiche diverse.
Nel corso della sua attività istituzionale ricoprì gli incarichi di viceministro e di rappresentante italiano presso l’Unione europea. Il lavoro nelle sedi comunitarie si svolse in una fase delicata per i negoziati europei e consolidò il suo profilo politico, improntato a un approccio pragmatico e alla centralità delle scelte organizzative.
Il Terzo Polo e la rottura con Matteo Renzi
Negli anni successivi Calenda ha promosso il progetto di Azione e, insieme a Matteo Renzi, ha dato vita all’alleanza elettorale del Terzo Polo. L’obiettivo dichiarato era costruire una proposta alternativa ai due principali schieramenti, rivolta all’elettorato moderato e riformista.
Il rapporto politico tra i due leader si è però interrotto a causa di divergenze sulla strategia e sulla prospettiva di un soggetto unitario. Dopo la rottura, Calenda ha proseguito con Azione, rivendicando una linea autonoma. La convivenza con Lapo Elkann resta così un frammento di una biografia attraversata da esperienze molto diverse, dal cinema alla grande impresa, fino alla politica nazionale.