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Emanuele e Arjola: campioni nello sport e nell’amore. Così hanno vinto contro la disabilità

Emanuele Di Marino e Arjola Dedaj. Una storia d’amore che più bella non si può. La vita dei due campioni paralimpici è sempre stata come le montagne russe: Arjola, nata a Tirana nel 1981, nel 1998 è salita a bordo di un gommone, insieme al padre e al fratello, alla volta dell’Italia, destinazione finale: Milano. All’ombra del Duomo, grazie anche all’Istituto dei ciechi, ha appreso l’uso del computer fino ad avvicinarsi allo sport. Emanuele, invece, è nato a Salerno nel 1989 con una malformazione congenita che prende il nome di piede torto (alla gamba sinistra). L’amore dei due è nato a bordo pista. Ora sono due campioni della nazionale paralimpica di atletica leggera. “I sacrifici, nello sport come nella vita, ci sono sempre; soprattutto quando hai una disabilità ci vogliono ancora più energie “.

Nel raccontarsi oggi a Repubblica, svelano il loro segreto: “L’amore e la passione che ti portano a inseguire questi sogni e traguardi. Il nostro progetto è nato con l’obiettivo di partecipare alle Paralimpiadi di Rio de Janiero 2016, le prime per entrambi, ma congiuntamente vogliamo portare la nostra esperienza in giro. Spesso, chi ha problemi, si chiude in se stesso; noi invece vogliamo urlare: uscite di casa e prendete in mano le vostre vite, che è un dono meraviglioso”.

“Ci siamo conosciuti nel marzo 2013 in occasione del Campionato italiano di Ancona: è stato lui con la ‘scusa’ di un cioccolatino e da lì ha iniziato a parlarmi”, scherza Arjola, oro mondiale nel salto in lungo a Londra nel 2017. I due condividono gli allenamenti insieme a Cernusco, Sesto San Giovanni e al XXV Aprile di via Giovanni Cimabue: “Per fortuna che c’è Emanuele – continua lei -. Io necessito di una guida per correre, ma non sempre è disponibile. Probabilmente, se non ci fosse stato Emanuele, la mia carriera sportiva sarebbe già finita”. La coppia è diventata la “Famiglia dei sogni” il 14 settembre 2018: “La medaglia più importante è senza dubbio Leonardo” commentano insieme, ovvero il loro bimbo di un anno. Come si diceva, due veri campioni.

Giovedì Arjola ha fatto da madrina al progetto denominato “Briantea 84 Academy” – sviluppato in collaborazione con La nostra famiglia – dove si coprirà l’intera stagione sportiva della Scuola calcio e della Scuola gioco basket di ragazzi con disabilità intellettivo-relazionale: “Sono orgogliosa e onorata di essere stata scelta per rappresentare questo progetto”. Ora “La coppia dei sogni” insegue un altro sogno, quello di conquistare una medaglia alle prossime Paralimpiadi di Tokyo 2020 per cui si stanno qualificando.

 

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