
Il recente decesso dell’attore James Van Der Beek, avvenuto il 10 febbraio 2026 a 48 anni, ha riportato l’attenzione sul cancro al colon-retto e sull’importanza della prevenzione. Diagnosticato in stadio avanzato nell’agosto 2023, Van Der Beek si era impegnato pubblicamente nella sensibilizzazione su questa malattia, soprattutto tra i giovani sotto i 50 anni, categoria in cui si registra un aumento dei casi.
Crescita dei casi tra gli under 50 e dati internazionali
Negli Stati Uniti, già dal 2022, si è registrato un incremento delle diagnosi oncologiche in età più giovane. Secondo Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica, questa tendenza riguarda in particolare il tumore al seno e il carcinoma colon-retto. Un report dell’American Cancer Society ha evidenziato non solo una crescita delle nuove diagnosi, ma anche un aumento dei decessi, spiegati in parte da una possibile maggiore aggressività biologica nelle fasce più giovani e dal ritardo nella diagnosi dovuto alla sottovalutazione dei sintomi iniziali.
Sintomi del cancro al colon-retto: cosa monitorare
Gli specialisti indicano alcuni segnali che devono essere attentamente valutati per favorire una diagnosi tempestiva. Tra i principali sintomi vi sono diarrea persistente, sangue nelle feci, dolori addominali continui e anemia. La presenza di questi disturbi non implica necessariamente la presenza di tumore, ma richiede una valutazione medica, soprattutto se persistenti nel tempo.
La reticenza a riferire sintomi intestinali o a sottoporsi a esami è particolarmente presente nei giovani adulti, ma il ritardo nei controlli può compromettere l’efficacia degli interventi terapeutici, più efficaci nelle fasi iniziali della malattia.

Dati italiani e ruolo dello screening
In Italia, il tumore del colon-retto rappresenta la seconda neoplasia per frequenza con circa 49mila nuovi casi ogni anno, ed è tra le principali cause di mortalità oncologica. Nonostante la mortalità sia in diminuzione grazie ai progressi clinici, il numero di nuove diagnosi resta elevato, con segnali di incremento anche tra i più giovani.
La prevenzione è fondamentale: si stima che nove casi su dieci potrebbero essere evitati con controlli mirati, a partire dal test del sangue occulto nelle feci. Questo screening è offerto gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale ai cittadini tra i 50 e i 70 anni, con cadenza biennale, tramite kit da ritirare in farmacia e successiva analisi del campione.

Diagnosi precoce: il passaggio dai polipi al tumore
Molti carcinomi colonrettali derivano da polipi benigni che possono evolvere nel tempo. La diagnosi precoce è dunque cruciale per intervenire tempestivamente. In caso di positività al test del sangue occulto, è indicata una colonscopia, esame che permette di individuare, rimuovere o biopsiare eventuali lesioni.
La partecipazione ai programmi di screening oncologico è associata a una riduzione della mortalità per tumore del colon-retto stimata tra il 20% e il 30%, grazie all’identificazione precoce e all’avvio tempestivo delle cure.