Canone Rai in bolletta, il Consiglio di Stato boccia il decreto

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La riforma del Canone Rai, che prevede l’inserimento dell’onere all’interno della bolletta elettrica, non piace al Consiglio di Stato. L’ente di Palazzo Spada ha infatti rimandato la legge al Ministero dello Sviluppo Economico, invitandolo a rivedere alcune criticità che sarebbero state ravvisate all’interno del testo.

Perché il Consiglio di Stato ha bocciato il testo?

Il Consiglio di Stato ha invitato l’esecutivo a specificare a chiare lettere quel che si intende per apparecchio televisivo, dal momento in cui in commercio sono ormai reperibili dei prodotti per la ricezione dei programmi che non sono televisioni ma capaci di ricevere comunque il segnale Rai. Secondo i giudici, dunque, il nocciolo della questione sta nel definire in maniera chiara ed inequivocabile gli apparecchi per i quali si riterrà obbligatorio il pagamento del canone Rai.

Ma non è finita qui. Secondo il Consiglio di Stato, infatti,  la riforma voluta dal Governo lederebbe in alcuni suoi punti anche la normativa sulla privacy, per cui anche sul fronte della tutela dei dati sensibili la riforma andrebbe rivista secondo quanto prevedono le disposizioni del Garante per la Privacy.

La risposta del Governo

Il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, si dice grato al Consiglio di Stato per le precisazioni ed invita le opposizioni ‹‹a non trasformare dei pareri e dei contributi consultivi che ci sono sempre stati da parte del Consiglio, in una presunta e inesistente bocciatura del testo››. Al tempo stesso Giacomelli conferma la volontà da parte del Governo di accogliere le richieste pervenute, ma afferma che era già nelle intenzioni dell’esecutivo ‹‹rivedere una definizione più esplicita e meno tecnica della definizione di apparecchio televisivo›› e che anche per quel che riguarda la privacy il Governo stava ‹‹già collaborando col Garante per non dare adito ad equivoci››.

Sembra in ogni caso che, nonostante la “bocciatura” da parte del Consiglio di Stato, le modifiche richieste verranno apportate in tempi utili per far sì che, come da programmi, la prima rata da 60 euro del Canone Rai possa rimanere nella bolletta elettrica di luglio.

 

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