
Dopo gli scontri in Val di Susa e a Bologna, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi parla di un attacco rivolto direttamente alle istituzioni. Il bilancio piemontese conta 124 agenti feriti e 436 manifestanti No Tav identificati. Il titolare del Viminale invita tutti i partiti democratici a prendere le distanze dalle violenze e sintetizza la propria posizione con parole nette: “Ecco perché vanno condannati senza alcuna indulgenza”.
Piantedosi respinge l’idea che l’intervento delle forze dell’ordine sia stato sproporzionato. A suo giudizio, poliziotti e carabinieri hanno agito con equilibrio e professionalità contro gruppi organizzati e pronti allo scontro. Il ministro rivendica la centralità della sicurezza nella vita quotidiana: “Sentirsi al sicuro è un bisogno primario dei cittadini di qualsiasi classe sociale o pensiero politico”. Il confronto, aggiunge, non può trasformarsi nella giustificazione della violenza.

Scontri e solidarietà alle forze dell’ordine
Richiamando il messaggio del presidente Sergio Mattarella, Piantedosi chiede alla politica una solidarietà concreta verso chi opera in divisa. Secondo il ministro, colpire un agente equivale a colpire lo Stato. Sul caso di Bologna invita però a evitare processi sommari e a lasciare alla magistratura il compito di ricostruire i fatti. Al sindaco Matteo Lepore, posto sotto scorta dopo le minacce, assicura “la mia piena solidarietà”.
Nel colloquio trova spazio anche il caso del gioielliere Mario Roggero. Piantedosi ricorda che la grazia resta una prerogativa del capo dello Stato e osserva che i giudici hanno deciso sulla base delle norme vigenti. Sul tema dei risarcimenti ai criminali, il governo rivendica una correzione legislativa che impone a chi delinque un concorso di colpa. Il ministro esclude quindi che il dibattito sulla sicurezza possa essere liquidato come una narrazione imposta dalla maggioranza.
Voto del 2027 e futuro al Viminale
Guardando alle prossime elezioni, Piantedosi rivendica i risultati del governo su sicurezza, lavoro, turismo, infrastrutture, sanità ed energia. Sul possibile peso politico di Roberto Vannacci risponde: “Non abbiamo alcun timore, perché dovremmo?”. Invita inoltre a non trasformare il voto del 2027 in uno scontro fra eserciti contrapposti. Quanto al proprio futuro, conclude: “Non sta a me deciderlo. Salvini è stato un ottimo ministro dell’Interno e confermerebbe il suo valore tornando al Viminale”.