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“Cara Liliana Segre, ecco perché ti dobbiamo tutti quanti chiedere scusa”

Chi ha ancora il coraggio di definirsi di destra ad alta voce, senza confondersi tra le urla sdegnate e la retorica degli estremisti di oggi, dovrebbe ammettere i propri errori e chiedere scusa. Senza tentennare, consapevole di essere a sua volta responsabile se nell’Italia di oggi, nel 2019, una donna come Liliana Segre è costretta a fare affidamento sulla scorta per poter passeggiare liberamente.

Lo chiede, in queste ore, Filippo Rossi, autore del libro “Dalla Parte di Jekyll” e impegnato a girare l’Italia per raccontare la sua idea di “Buona Destra”, alternativa e nemica giurata della coalizione sovranista capeggiata da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. In una lettera indirizzata al Fatto Quotidiano, ecco le scuse alla senatrice: “Quello che ti sta succedendo è responsabilità anche mia. Io sono di destra e ripudio questa destra dominante, destra rabbiosa e bavosa, destra cattiva. Ma oggi mi rendo conto che non basta, che la battaglia deve essere ancora più forte, ancora più incisiva”.
“Mi sento coinvolto perché la mia destra ha fatto e fa poco per contrastare questa deriva bestiale – conclude Rossi – Ti prego perdonami, anche per loro”. Un messaggio che arriva proprio mentre a riaccendere la polemica è la notizia della mancata concessione della cittadinanza onoraria a Liliana Segre da parte della giunta leghista di Pescara.Di fronte a una mozione presentata dal centrosinistra, il sindaco Carlo Masci ha detto no, sostenendo che non ci sarebbero legami abbastanza forti tra la donna e la città da giustificare un simile riconoscimento. In queste ore è iniziata a circolare la voce che la Segre, avvilita dagli episodi degli ultimi giorni, starebbe addirittura pensando di lasciare la Commissione da lei stessa voluta per combattere odio e discriminazioni.

La Segre pronta a lasciare la Commissione contro odio e discriminazioni