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Mara la ribelle, Forza Italia rincorre la destra estrema ma lei non ci sta

Dopo il voto al Senato sulla cosiddetta mozione Segre, un provvedimento per arginare l’odio sui social e in particolare l’antisemitismo, Mara Carfagna va contro il suo partito, Forza italia, reo di essersi astenuto. La senatrice a vita invitava tutte le forza politiche a lottare contro i pregiudizi del razzismo e dell’antisemitismo, nei giorni caldi in cui ha confessato di subire circa 200 messaggi di odio ogni giorno via social. Duro lo sfogo di Mara Carfagna che rimarca così la spaccatura all’interno del partito di Silvio Berlusconi.

“La mia Forza Italia, la mia casa, non si sarebbe mai astenuta in un voto sull’antisemitismo. Stiamo tradendo i nostri valori e cambiando pelle. Intendo questo quando dico che nell’alleanza di centrodestra andiamo a rimorchio senza rivendicare la nostra identità”.

E poi aggiunge: “Se l’unità della coalizione in politica è un valore aggiunto, essa non può compromettere i valori veri, quelli che fanno parte della nostra storia”. Lo ha scritto in una nota Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia. Sono settimane calde queste per la deputata azzurra, più volte al centro di scontri tra le correnti diverse del suo partito. E non ha nascosto né l’amarezza né la rabbia, quando qualche girno fa ha avvisato i suoi dicendo che in Forza Italia la situazione “sta diventando pericolosa”.

Ma anche messo a tacere i rumors che la davano pronta a sbarcare sulla sponda di Renzi (“combatto la mia battaglia interna, mai con lui”). Gli ultimi dati elettorali sono l’ulteriore segnale. Nel mirino ci sono i vertici azzurri, i “magnifici quattro” che lei non chiama per nome e cognome. Ma che sono la causa del disastro.

“In un quadro generale in cui tutto il centrodestra cresce e arriva ad espugnare una regione rossa come l’Umbria, deve far riflettere il dato di Forza Italia. Perdiamo consensi. Abbiamo giocato una battaglia sulla difensiva, arrivando poco sopra la soglia di sbarramento. La classe dirigente, il quadrumvirato che oggi guida Fi, prima di inneggiare alla vittoria deve fare una presa di coscienza”.

“È fondamentale che il dato venga valutato. Me lo aspetto io, ma soprattutto quelle persone che ancora credono nei valori liberali che rappresentiamo. E cioè i molti che non si rassegnano a un centrodestra a trazione sovranista”. E questo è il punto. Mara Carfagna è l’anima azzurra che sfida la linea salviniana del centrodestra. E questo ennesimo attacco al partito che si astiene su un voto contro l’antismitismo – esattamente come la Lega – è la dimostrazione che più di qualcuno vuole seguire il più forte del momento. Ma lei non ci sta e non cede di un passo di fronte al rispetto dei suoi valori.

 

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