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Cartabianca, la Boschi discute con Orsini e attacca Salvini: “Perplessa da suo pacifismo”

Maria Elena Boschi protagonista insieme ad Alessandro Orsini dell’ultima puntata di Cartabianca. La deputata di Italia Viva discute di guerra in Ucraina con il professore della Luiss. Le loro posizioni sul tema sono divergenti, ma tra i due non scatta la scintilla dello scontro, come avverrà pochi minuti dopo tra lo stesso Orsini e il deputato berlusconiano Andrea Ruggieri. La Boschi intanto si prende la scena dicendosi perplessa dal pacifismo del leader leghista Matteo Salvini.

Boschi e Orsini a Cartabianca

“Oggi siamo all’83° giorno di guerra ma la pace è lontana come nel primo giorno. – fa notare Orsini – Non abbiamo fatto niente. Spero che l’Italia torni a promuovere la pace. Il problema è il Donbass. Se vogliamo fare delle trattative con Putin, dobbiamo fare delle concessioni. Ma finora non ho sentito nessun capo di Stato parlare di questo”. Ma la sua proposta non trova d’accordo la Boschi. “L’invio di armi permette all’Ucraina di resistere. – replica l’esponente renziana – Ovviamente serve anche la strada diplomatica. Abbiamo votato dei provvedimenti che permettono l’invio di armi fino al 31 dicembre. Il Donbass alla Russia? È singolare che il Paese che aggredisce, invade e attacca i civili debba essere quello che ha la concessione del territorio. Quasi come se dovessimo chiedere scusa a Putin”.

“Putin ha fatto qualcosa di orrendo. – ribatte Orsini – È giusto dare una mano all’Ucraina, ma è sbagliato fare quello che sta facendo Biden. Il presidente americano sta sirianizzando il conflitto. L’Italia non dovrebbe inviare armi pesanti, questo non avrebbe nessuna ricaduta diretta visto che gli aiuti militari continuerebbero ad arrivare da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna”. Ma la Boschi non sembra per niente convinta.

“Non possiamo permetterci una guerra congelata, spero in un cessate il fuoco il prima possibile. – spiega l’ex ministra – Mi riconosco più nella linea politica di Macron rispetto a quella di Biden. La scelta dell’Italia di essere al fianco del Patto Atlantico l’ha fatta il popolo italiano nel 1948. Lascia perplessi il fatto che Salvini, che avrebbe armato chiunque, dal benzinaio al vicino di casa, adesso improvvisamente si scopra pacifista per via dei sondaggi. Se il governo deciderà di inviare altre armi all’Ucraina, Italia Viva lo sosterrà. Serve a consentire di costruire la pace. Non basta, certo. Serve il lavoro della diplomazia. Ma non possiamo dimenticare che Putin continua a insistere con azioni sempre più aggressive”, conclude.

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