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Di Maio versione Salvini scarica la Raggi: “Prima i romani dei rom”

Di Maio insegue ancora disperatamente Salvini e sui disordini a Roma per i rom assume gli stessi toni dell’ormai prossimo ex alleato di governo. La sindaca Raggi uscendo dalla casa popolare assegnata alla famiglia nomade a Casal Bruciato, dove è stata accolta da una raffica di insulti e offese sessiste da parte dei residenti che da due giorni protestano contro l’assegnazione del Comune di un alloggio popolare a una famiglia bosniaca di 14 persone, ha detto: “Questa famiglia risulta legittima assegnataria di un alloggio. Ha diritto di entrare e la legge si rispetta”.

E poi: “Siamo andati a conoscerli e sono terrorizzati. Abbiamo avuto modo di far conoscere questa famiglia ad alcuni condomini. Chi insulta i bambini e minaccia di stuprare le donne forse dovrebbe farsi un esame di coscienza. Non è questa una società in cui si può continuare a vivere”. Queste parole, però, non sono andate giù ai suoi capi del Movimento.

Momenti di tensione quando Raggi è stata letteralmente scortata da due cordoni del reparto mobile della polizia all’interno del piazzale condominiale dove si trova l’appartamento assegnato martedì scorso a una famiglia rom. Insieme a lei, ci sono alcuni vicini di casa, il direttore della Caritas diocesana di Roma, don Benoni Ambarus, e un delegato del vicariato. L’iniziativa della sindaca è stata accolta con una certa irritazione dal vicepremier Luigi Di Maio

“Prima si aiutano i romani, gli italiani, poi tutti gli altri”. È questo il senso del ragionamento del leader M5S irritato – si apprende ancora – anche per la tempistica con cui la sindaca, in un giorno particolarmente importante per il M5S al governo, ha scelto di mettere in campo la sua iniziativa. Raggi è stata contestata da circa una trentina di persone che hanno seguito il cordone di polizia che accompagnava la prima cittadina.

Intanto sono al vaglio della Digos le immagini degli insulti alla donna nomade, tra cui la frase ‘ti stupro’, al suo ingresso ieri nella palazzina di Casal Bruciato a Roma scortata dalla polizia. Gli investigatori sono al lavoro per accertare con esattezza l’accaduto e stabilire eventuali responsabilità. “In questa situazione non reggiamo, così meglio tornare al campo o andare altrove”. Queste le parole della famiglia rom asserragliata nell’appartamento al secondo piano di via Satta.

A riferirle è il direttore della Caritas: “Sono molto spaventati – riferisce don Ambarus – stanno cercando di capire cosa succederà. Sperano di poter resistere. Ci hanno detto che speravano iniziasse finalmente una nuova vita per loro dopo 20 anni nei campi. L’invito a tutti è torniamo alla ragionevolezza”, ha sottolineato il direttore della Caritas.

 

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