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Forza Italia vota lo ius scholae e il centrodestra si spacca

Il centrodestra si spacca nuovamente in Parlamento. Stavolta è la legge sullo ius scholae a far saltare l’alleanza tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. È proprio il partito del Cavaliere, Forza Italia, a votare insieme al centrosinistra, in commissione Affari costituzionali di Montecitorio, a favore di questa legge sulla cittadinanza per i bambini figli di stranieri, nati e cresciuti in Italia. A patto che abbiano frequentato la scuola per almeno cinque anni. Favorevoli Pd, M5Stelle, Leu, renziani e appunto forzisti. Contrari Lega e Fratelli d’Italia.

Il centrodestra si spacca sullo ius scholae

Esulta il presidente della commissione in quota M5S, Giuseppe Brescia, che però ci tiene a rimarcare il fatto che non si discuterà di ius soli. Anche se quello sullo ius scholae è un passo avanti in quella direzione. “C’era già una mia proposta di cittadinanza per i bambini figli di stranieri legata al ciclo scolastico, ma non è stato facile convincere Forza Italia a schierarsi a favore”, dichiara invece Renata Polverini di Forza Italia. Anche il liberal forzista, Elio Vito, considera “ottimo che Forza Italia abbia votato a favore”.

Ma cosa prevede la legge sullo ius scholae se dovesse essere approvata definitivamente? Nel testo si legge che “acquista la cittadinanza italiana il minore straniero nato in Italia o che vi ha fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età, che abbia risieduto legalmente e senza interruzioni in Italia. E che, ai sensi della normativa vigente, abbia frequentato regolarmente, nel territorio nazionale, per almeno cinque anni, uno o più cicli scolastici presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione. O percorsi di istruzione e formazione professionale triennale o quadriennale idonei al conseguimento di una qualifica professionale”.

A fare richiesta dello ius scholae presso l’ufficio di stato civile del loro Comune di residenza, dovranno essere i genitori dei ragazzi interessati. L’iter legislativo prevede ora il voto definitivo alla Camera entro marzo. A meno che i partiti di destra non si mettano a fare ostruzionismo. Cosa molto probabile.

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