Interni

Una destra anti Salvini, l’appello del Foglio: “Così si salva l’Italia dallo sfascio gialloverde”

“Il paradosso è questo: senza una visione e una leadership in stile Merkel, capaci di coniugare diritti e sicurezza, non è che si danneggiano solo i migranti, è che si esce dall’Europa”. Considerazioni forti, quelle fatte da Claudio Cerasa attraverso le pagine de Il Foglio. Un lungo articolo all’interno del quale il direttore della testata invoca la nascita di una destra italiana che possa presentarsi come alternativa a quella nata intorno alla figura di Matteo Salvini dopo il successo alle ultime elezioni.

L’Italia è oggi segnata “dall’assenza di un soggetto politico senza il quale l’Italia rischierà di ritrovarsi a lungo con un bipolarismo osceno formato da due partiti sovranisti. Il soggetto politico di cui parliamo coincide naturalmente con l’esistenza di una matura, credibile e gagliarda destra europeista strutturata per non essere ancora la sola luce riflessa di Silvio Berlusconi e la verità che dovrebbe emergere con forza nel corso del 2019 è che rispetto alle difficoltà delle opposizioni la vera eccezionalità italiana non riguarda la percentuale di voti attribuiti oggi al più grande partito socialdemocratico del paese ma riguarda qualcosa di infinitamente più importante: l’esistenza di un partito conservatore desideroso non solo di custodire il passato ma di costruire un futuro”.
Cerasa ha ricordato le promesse tradite da Salvini nei confronti dei pensionati, delle imprese, del mondo del lavoro, dei pensionati e dei consumatori. “Ma nonostante questo, buona parte degli elettori di centrodestra non sembra intenzionata a punire Salvini e sembra anzi intenzionata a dargli ancora fiducia e se le cose stanno così bisogna avere il coraggio di dire che la ragione del successo del leader della Lega è direttamente proporzionale all’incapacità mostrata negli ultimi anni dal partito conservatore italiano di esibire una stoffa, una solidità e una stazza all’altezza dei cugini europei”.“La presenza di un solido partito conservatore, con una nuova organizzazione, una nuova storia, un nuovo nome, un nuovo volto da affiancare a Tajani a cui dare il compito di rappresentare il più possibile quell’oceano di elettori di centrodestra che osserva Salvini più per disperazione che per convinzione, è il vero tema rimosso del nostro dibattito politico. Per Salvini, fino a che non ci sarà concorrenza, il gioco sarà facile. Ma fino a quando un centrodestra responsabile potrà permettersi di non fare concorrenza a uno dei responsabili del progressivo sfascio dell’Italia? E’ il momento di darsi una svegliata”.

Bannon, il “diavolo” innamorato di Salvini. Fa il sovranista con il c**o degli italiani