Giustizia

‘Ndrangheta, indagato il segretario dell’Udc Cesa: “Estraneo, ma mi dimetto”

Il segretario nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa, uno degli uomini più ricercati al momento da Conte per puntallare il governo, risulta ora indagato per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione antimafia «Basso profilo» avviata della Dda di Catanzaro coordinata da Nicola Gratteri contro esponenti di spicco delle cosche delle province di Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone. Come riporta il Corriere, “l’abitazione romana di Cesa è stata perquisita stamane dalle forze dell’ordine su disposizione della procura del capoluogo calabrese. L’esponente politico ha confermato alle agenzie di avere ‘ricevuto un avviso di garanzia su fatti risalenti al 2017′”.

Ha poi spiegato: “Mi ritengo totalmente estraneo, chiederò attraverso i miei legali di essere ascoltato quanto prima dalla Procura competente. Come sempre – assicura – ho piena e totale fiducia nell’operato della magistratura. E data la particolare fase in cui vive il nostro Paese rassegno le mie dimissioni da segretario nazionale, con effetto immediato”. In questi giorni di crisi di governo Cesa ha sempre partecipato ai vertici quotidiani del centrodestra. Candidato alle elezioni politiche del 2018 e a quelle europee del 2019 era risultato in entrambi i casi non eletto.

Al momento non gode dunque di immunità parlamentare. Nell’operazione, scattata all’alba, sono stati impiegati oltre 200 uomini e donne della Dia, diretti da Maurizio Vallone, e altrettanti delle diverse componenti delle forze dell’ordine. “Sono decine e decine gli ordini d’arresto – fa sapere il presidente della commissione parlamentare Antimafia, Nicola Morra – e quasi 100 milioni di euro il valore dei beni sequestrati”. La prima reazione politica alla notizia dell’iscrizione di Cesa nel registro degli indagati arriva da Gianfranco Rotondi, deputato di Forza Italia e presidente della fondazione DC.

Rotondi ha detto: “Lorenzo Cesa è un galantuomo, lo conosco da decenni e sulla sua onestà metto la mano sul fuoco. Suppongo che la sua iscrizione nel registro degli indagati sia un atto dovuto in quanto segretario che ha presentato le liste Udc in Calabria, al cui interno erano gli arrestati. Per fortuna Gratteri è un magistrato autorevolissimo e stimato per la sua autonomia, sono dunque sicuro che la vicenda si chiarirà in tempi rapidissimi”.

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