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Tutti gli uomini del (vice)presidente: l’amico “speciale” di Di Maio, un rapporto che spacca il Movimento

Un nome che a molti probabilmente non farà venire in mente granché, quello di Enrico Esposito. E intorno al quale, però, si sta sollevando in queste ore una notevole polemica che vede coinvolto Luigi Di Maio, il vicepremier che vive momenti di grande passione diviso tra i rapporti non sempre facili con l’alleato di governo Matteo Salvini e quelli con i mercati, per nulla convinti della bontà della manovra in arrivo. A qualcuno non è però sfuggito quel nome, Enrico Esposito, che di Di Maio era stato collega di corso quando entrambi studiavano nella facoltà di Giurisprudenza all’università Federico II di Napoli. E che si prepara a entrare nella cerchia dei collaboratori del leader del Movimento Cinque Stelle. Sarà lui, infatti, il vicecapo dell’ufficio legislativo del Mise. Esposito non è stato soltanto compagno di studi di Di Maio ma è anche suo conterraneo, essendo originario di Acerra, molto vicina a quella Pomigliano D’Arco che ha dato i natali al ministro pentastellato. E, come anticipato nelle scorse ore da Il Giornale, sarà premiato con un contratto da 65mila euro l’anno per occuparsi del supporto giuridico all’ufficio legislativo, valutando e verificando i testi normativi. I giornali e i social si sono subito scatenati, chiedendosi se non sia stata più che altro l’amicizia di lunga data tra i due a influire sulla decisione.Se è vero che il curriculum di Esposito è infatti tutt’altro che improvvisato, con esperienze in vari società ed enti internazionali e un maestro famoso come Giulio Napolitano, figlio dell’ex presidente della Repubblica, molte testate hanno rispolverato i tanti indizi di un legame speciale tra i due. Enrico è stato addirittura tra i pochissimi invitati all’ultimo compleanno di Di Maio, una festa blindatissima e per pochi intimi. Tra i Cinque Stelle, un certo malumore inizia a serpeggiare. Diversi esponenti del Movimento avevano già in passato storto il naso di fronte alle nomine, in ruoli strategici, di altre persone molto vicine al leader pentasellato come Dario De Falco (anche lui di Pomigliano) o Assia Montanino (Castelnuovo). Tutte personalità dallo stipendio superiore di deputati e senatori vari, dettaglio che sta accrescendo i contrasti interni alla parte gialla della maggioranza.

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