Interni

Chi pagò i viaggi di Savoini in Russia? Ecco perché Salvini non risponde a questa domanda

Il premier Conte su tutte le furie: lui chiede e Salvini non risponde. Chi pagò i viaggi di Savoini in Russia? Per questa e molte altre domande, il Presidente del Consiglio non ha avuto risposte dal suo vicepremier. Dopo la pubblicazione degli audio da parte di Buzzfeed, in cui Savoini parla di Salvini e dei rapporti tra Europa e Russia, il ministro dell’Interno ha disconosciuto il suo storico collaboratore negando che avesse ruoli ufficiali nei rapporti con la Russia, sebbene poi diverse prove lo abbiano smentito e si sia trovato a fare retromarcia.

Il premier Conte ha voluto vederci chiaro e ha chiesto a Salvini chi abbia pagato i viaggi di Savoini. La Lega? Quali missioni in Russia erano concordate con lo staff di Salvini? Quella del vertice bilaterale dei ministeri dell’Interno italiano e russo? Forse la trasferta per il convegno di Confindustria Russia?

Domande che il segretario generale di Palazzo Chigi, Roberto Chieppa, ha fatto arrivare, per conto del premier, agli uffici di Salvini. “Faremo sapere entro martedì 23 luglio”, era stata la promessa fatta a Conte. Ma le risposte non sono mai arrivate e così, alla vigilia dell’incontro in Senato sul caso Savoini, gli uffici del Carroccio hanno rilanciato: “Abbiamo bisogno di altro tempo”.

Conte andrà dunque a Palazzo Madama a riferire sul caso Russia, senza però sapere nulla di preciso a riguardo. Il premier non entrerà infatti nei dettagli dei dialoghi di Gianluca Savoini con i russi all’hotel Metropol. Dunque, sarà l’ennesima farsa di questo governo.

Conte lancerà però un messaggio per rassicurare gli altri Paesi europei sulla posizione dell’Italia: non è a rischio il baricentro atlantico, i partner prediletti sono Europa e Stati Uniti, non Vladimir Putin. Conte vuole mantenere la posizione di fiducia che parte dell’esecutivo si è guadagnata con l’appoggio all’elezione di Ursula Von der Leyen alla Commissione europea.

Salvini aveva detto che ci sarebbe stato. Anzi, aveva dettato anche il timing del suo intervento: “Parlerò dopo il premier”. Ma il Viminale in questi giorni ha fatto sapere che il ministro dell’Interno non ci sarà. La verità è che Salvini ora non può esporsi: la Finanza ha sequestrato il cellulare di Savoini. Lì dentro ci sono dati e prove. Quindi, il vicepremier non può dire nulla prima di sapere cosa ci sia effettivamente in quel telefonino. Altrimenti eventuali altre falsità sarebbero immediatamente smentite.

 

Ti potrebbe interessare anche: Il cellulare sequestrato a Savoini mette nei guai Salvini: ecco perché il vicepremier ora tace