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“Chi vince le elezioni”. Sondaggi, i numeri parlano chiarissimo: gli italiani hanno già deciso

Il confronto tra le principali aree politiche torna a giocarsi su un margine minimo. L’ultima rilevazione SWG per il Tg La7 colloca il centrodestra al 40,4% e il blocco formato da Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra al 39,9%. A rendere più complesso il quadro è il dato di Futuro nazionale, il movimento di Roberto Vannacci, indicato al 7,7% e fuori dalle coalizioni tradizionali.

Il sondaggio non rappresenta una previsione elettorale, ma misura gli orientamenti del momento. La distanza di mezzo punto tra i due schieramenti evidenzia tuttavia un sistema nel quale la collocazione delle forze minori e le future intese potrebbero incidere in modo rilevante sui rapporti di forza.

Fratelli d’Italia primo partito, difficoltà per gli alleati

Fratelli d’Italia resta il primo partito nella rilevazione con il 26,8%, dato invariato rispetto alla settimana precedente. La formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni conserva un vantaggio netto sui concorrenti, pur restando sotto le percentuali superiori al 30% ottenute in diverse rilevazioni degli ultimi anni.

All’interno del centrodestra, il peso di Fratelli d’Italia rimane quindi centrale. Gli altri alleati sono invece accreditati di risultati più contenuti: Forza Italia scende al 6,9%, con una flessione di due decimi, mentre la Lega è stimata al 5,7%.

Nel partito guidato da Matteo Salvini prosegue inoltre il confronto interno in vista dell’appuntamento di Pontida del 20 settembre. Il dibattito riguarda la linea politica e il rapporto tra la componente più vicina al segretario e quanti chiedono maggiore attenzione alle istanze del Nord e una distanza più marcata dall’estrema destra.

Noi moderati chiude il perimetro della coalizione con l’1%, in calo di un decimo. La somma delle liste di centrodestra porta il blocco al 40,4%, un dato che si inserisce anche nel confronto sulla possibile riforma della legge elettorale e sull’ipotesi di una soglia per il premio di maggioranza ridotta dal 42% al 41%.

Futuro nazionale al 7,7%: il dato di Roberto Vannacci

Tra le forze non collocate stabilmente nei due principali schieramenti, il risultato più rilevante è quello di Futuro nazionale. Il movimento associato a Roberto Vannacci sale al 7,7%, crescendo di due decimi rispetto alla precedente rilevazione e superando sia Forza Italia sia la Lega.

Secondo il quadro delineato dal sondaggio, una parte di questi consensi proviene da elettori insoddisfatti dell’offerta di destra, mentre un’altra componente sarebbe formata da persone che in passato avevano scelto l’astensione. Il dato attribuisce alla formazione un peso potenzialmente significativo nella definizione degli equilibri politici.

Resta aperta la questione della futura collocazione del movimento. Un’eventuale intesa con il centrodestra modificherebbe i numeri della coalizione e i suoi rapporti interni, mentre la scelta di restare autonoma confermerebbe la presenza di un soggetto rilevante esterno ai tradizionali blocchi.

Pd, M5S e Avs al 39,9%: opposizione vicina al centrodestra

Sul fronte opposto, il Partito democratico è rilevato al 20,6%, in diminuzione di un decimo. Il dato riporta il partito guidato da Elly Schlein nella fascia compresa tra il 19% e il 21%, dopo la crescita registrata in occasione delle elezioni europee.

Il Movimento 5 Stelle si attesta al 12,5%, perdendo due decimi. Segno positivo invece per Alleanza Verdi-Sinistra, che guadagna un decimo e raggiunge il 6,8%. La somma delle tre forze arriva così al 39,9%, appena mezzo punto al di sotto del centrodestra.

La vicinanza numerica non equivale a un risultato già definito alle urne: le percentuali dei singoli partiti non possono essere automaticamente sovrapposte a quelle di un’alleanza elettorale. Il rilevamento certifica però una competizione molto ravvicinata tra i due campi principali.

Campo largo e partiti esterni: tutti i numeri del sondaggio

Nell’area che potrebbe confluire nel cosiddetto campo largo, Italia Viva sale al 2,5% e +Europa all’1,4%, entrambe in crescita di un decimo. Considerando insieme Pd, M5S, Avs, Italia Viva e +Europa, la somma teorica raggiungerebbe il 43,8%, senza che questo dato indichi l’esistenza di un accordo politico o elettorale.

Tra gli altri soggetti non riconducibili ai due schieramenti principali, Azione di Carlo Calenda resta al 3,2%, mentre Sud chiama Nord raggiunge l’1%, con un incremento di un decimo. In un contesto così equilibrato, i partiti fuori dalle coalizioni possono rappresentare un fattore importante nella costruzione delle future maggioranze.

La rilevazione SWG restituisce dunque un quadro segnato da distanze ridotte, dalla tenuta di Fratelli d’Italia come primo partito e dalla crescita di Futuro nazionale. Gli orientamenti registrati indicano che la sfida tra centrodestra e opposizioni resta aperta, con le alleanze e la distribuzione dei consensi destinate a essere decisive.

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